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Aiuta la moglie a morire, arrestato in Spagna

Aiuta la moglie a morire, arrestato in Spagna
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Ángel Hernández, cittadino madrileno di 70 anni, ha aiutato la moglie a morire ed è pronto a pagarne le conseguenze. La donna, di 61 anni, lottava con la sclerosi multipla da tre decenni. Il 4 aprile, Hernández le ha dato una dose letale di barbiturici, prima di consegnarsi alla polizia.

"Abbiamo aspettato mezz'ora - ricorda - Era così tranquilla...Qui avevo l'acqua e...la sostanza. Le ho chiesto: vuoi farlo? Lei ha detto di sì, prima è, meglio è. Le ho tolto il bicchiere dell'acqua e le ho passato l'altro. Le ho messo delle gocce negli occhi. Mi ha detto: mi scendono le lacrime. E l'ho accarezzata. Ho potuto dirle addio".

Il consenso in un video: "Prima è, meglio è"

"Sono rimasto con lei ancora due ore. Poi ho iniziato a fare le prime chiamate. Ed è iniziato tutto". Ángel e la moglie hanno registrato un video in cui la donna ha dato il suo consenso a morire. E la società spagnola di fronte a queste immagini si interroga su una delle sue paure più grandi.

"Alcuni dicono che se una cosa non è scritta, allora non esiste. Lo stesso vale per le immagini. Quello che non si vede, non si può provare. Allora volevo che la gente potesse vedere: è successo in Spagna e la stessa cosa succede continuamente in tutto il mondo".

Quando è arrivata la diagnosi di sclerosi multipla Maria aveva appena 31 anni. Per metà della sua vita il marito si è preso cura di lei, mentre la malattia peggiorava di giorno in giorno. Ora affronterà le accuse di aiuto al suicidio e violenza di genere.

Il dibattito irrompe nella campagna elettorale

"Sapevo che sarei andato incontro a un anno di galera. Ma la violenza di genere? Questa accusa mi fa soffrire più del rischio di finire in prigione. È come se si spostasse l'attenzione dal problema vero. L'eutanasia: parliamo di questo".

Il giudice incaricato del caso ha rilasciato Hernández senza misure cautelari. L'uomo ora si augura solo di poter stare tranquillo. Anche se sente la mancanza di Maria, non ha sensi di colpa. "Quando ti senti male - sono state le sue ultime parole - ricordati di me e di quanto ho sofferto".

L'arresto di Ángel Hernández, il primo in Spagna nel suo genere, ha riaperto il dibattito sull'eutanasia in piena campagna elettorale. Ma potrebbe rappresentare anche un'opportunità di legiferare su un tema sensibile come il fine vita. Finora il parlamento non ha saputo decidere. Toccherà agli eletti del 28 aprile colmare questo vuoto.