Siria: la lenta ricostruzione di Raqqa

Raqqa, 18.10.2017. Militari dell'esercito siriano a Raqqa.
Raqqa, 18.10.2017. Militari dell'esercito siriano a Raqqa. Diritti d'autore REUTERS/Erik De Castro
Di Cristiano Tassinari
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Reportage a Raqqa, fino ad un anno e mezzo fa roccaforte dell'Isis in Siria. Una città devastata, che spera nella ricostruzione, anche morale, dalle ceneri di una guerra civile. Non ci sono più gli jihadisti, ma Raqqa è tutt'altro che sicura. E qualcuno rimpiange addirittura lo Stato Islamico.

RAQQA (SIRIA) - I bambini giocano sull'altalena, a Raqqa, fino a quasi un anno e mezzo fa, roccaforte del sedicente Stato Islamico in Siria.

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Raqqa, bambini sull'altalena. Scena di vita quasi normale.

La faticosa rinascita

I bambini sono il futuro di questa città devastata che tenta di ricominciare. E di ricostruire se stessa, dalla macerie di una guerra civile.
Raqqa ha già cominciato la faticosa rinascita. I parchi giochi e i campi da calcio sono stati riaperti. Le mine antiuomo sono state rimosse. Eppure la pace è fragile. La notte è pericolosa, Ci sono ancora regolamenti di conti in corso. C'è il coprifuoco.

"Girano molte spie"

"Girano molte spie. Conoscono la città come le loro tasche. Facevano parte dell'Isis".
Moafaq
Residente a Raqqa
Moafaq sistema la casa.

Moafaq sta sistemando la sua casa. Pensava che la ricostruzione a Raqqa potesse essere più rapida, ma almeno - dice - non c'è piu l'Isis, non ci sono più gli jihadisti. Però la città è tutt'altro che sicura.

"La città non è per niente sicura, ci sono omicidi ed esplosioni. Girano molte spie. Conoscono la città come le loro tasche. Facevano parte dell'Isis", racconta Moafaq.

Il pallone di Abdel

L'altra faccia di Raqqa è quella di Abdel.
Adora il calcio. Vive con il pallone tra i piedi. Il suo idolo è Cristiano Ronaldo.
"Ci sono ancora molte violenze. Speriamo che le cose possano migliorare. Intanto vogliono aumentare il numero degli autobus", dice Abdel, con un filo di speranza.

Abdel, il ragazzo che adora Cristiano Ronaldo.

Qualcuno rimpiange l'Isis

"Eravamo molto piu sicuri sotto l'Isis!"
Un residente di Raqqa
"Con l'Isis eravamo molto pi`ù sicuri":

Qualcuno, tuttavia, rimpiange lo Stato Islamico.

"Eravamo molto piu sicuri sotto l'Isis! Se avevi un'oreficeria, nessuno ti rubava niente", dice un uomo.

Una ricostruzione difficile

La ricostruzione fisica e, soprattutto, morale di Raqqa sembra ancora molto lontana.
Le ferite nei palazzi (e nei cuori) richiederanno molto tempo prima di essere rimarginate.

REUTERS/Rodi Said
Combattenti curde contro l'Isis nella provincia di Raqqa. Giugno 2015.REUTERS/Rodi Said

Risorse addizionali per questo articolo • Puk Damsgård - Reuters

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