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Senza accordo sulla Brexit Calais rischia il caos

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Calais "stravolta" dalla Brexit

La cittadina portuale francese è un punto di partenza per molti migranti che tentano di raggiungere il Regno Unito via mare o attraverso il tunnel sotterraneo che sbuca dall'altra parte della Manica. Le ONG temono il caos su entrambi i lati del canale e controlli più rigorosi.

La Brexit potrebbe inoltre spingere i migranti ad aumentare gli sforzi per raggiungere il Regno Unito il prima possibile.

Ma la Brexit potrebbe anche "bloccare" i migranti nel Regno Unito, spiega Claire Moseley, direttore di Care4Calais.

"Dopo la Brexit il Regno Unito non applicherà più il regolamento di Dublino e quindi i migranti non potranno più essere rimandati indietro nel paese europeo da dove sono arrivati".

Un altro problema è legato al commercio: la mancanza di un accordo potrebbe influire sul traffico dei camion. Il porto di Calais sta pianificando nuove strutture per fare fronte all'aumento delle procedure doganali. Il presidente del porto assicura che la situazione è sotto controllo

"Francamente non vedo dove sia il problema: è da un anno che ci stiamo lavorando, abbiamo investito 6 milioni di euro, abbiamo realizzato un parcheggio, abbiamo previsto tutta l'assistenza necessaria e non c'è motivo di pensare che ci saranno ingorghi e rallentamenti del traffico.

Attualmente, circa 10.000 camion attraversano il Canale ogni giorno tra Dover e Calais nelle ore di punta. Il Dipartimento per i trasporti britannico sta pensando ad aprire rotte alternative.

Pugno di ferro con il Nicaragua

L'Unione europea lancia un avvertimento al Nicaragua. I 28 minacciano di usare "tutti i mezzi a disposizione" per punire la repressione violenta attuata da aprile contro i manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente. Finora sono state uccise diverse centinaia di persone e molti cittadini sono stati arestati. Per l'Europa si tratta di un attacco alla democrazia.

In ritardo sulla lotta contro il cambiamento climatico

Tirata d' orecchie per gli stati membri che non hanno ancora inviato alla Commissione europea la loro strategia in materia di clima ed energia. Entro il 31 dicembre dell'anno scorso, i governi dovevano indicare gli obiettivi nazionali per la politica ambientale. Mancano all'appello quelli di Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Spagna e Lussemburgo.

La direttiva della discordia

Si fa sempre piu tortusoso il cammino verso una nuova legislazione europea sul diritto d'autore. I rappresentanti delle tre istituzioni europee si sarebbero dovuti incontrare di nuovo lunedì sera per un nuovo ciclo di negoziati. La riunione è stata pero' annullata perché gli Stati membri non hanno raggiunto una posizione comune. Una parte sostiene che il disegno di legge potrebbe eliminare la libertà di espressione online, mentre un'altra afferma che gli artiti sono a rischio di sfruttamento da parte delle piattaforme Internet.