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Pesca in Europa, si cambia

Pesca in Europa, si cambia
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7 milioni di tonnellate di pesce catturato e gettato via perchè fuori taglia. Uno spreco insostenibile che a partire dal primo gennaio del 2019 in Europa diventa fuorilegge: d'ora in poi i pescatori dovranno sbarcare il pescato a terra.

Denis Loctier, inviato di Euronews, si trova a bordo di un peschereccio che va in cerca di gamberetti : "Non volevamo questo pesce, noi usciamo per pescare gamberi quindi perché, a partire dal 1 ° gennaio, non posso più gettare in acqua il pesce che non mi serve?"

Il divieto mira a rendere la pesca piu' sostenibile riducendo gli sprechi, anche in considerazione del fatto che il pesce gettato è perloppiu' morto. Si calcola che questa pratica costi circa un quarto delle catture di tutto il settore a livello mondiale, vale a dire 30 milioni di tonnellate di pesce all' anno. Lo scarto del pesce in eccesso sta compromettendo gli stock ittici.

"Nessuno con un po' di buonsenso puo' pensare di scartare dalle reti pesce buono - spiega un pescatore svedese a bordo del peschereccio - è semplicemente sciocco. C'è voluto un po', ma finalmente l'hanno capito e hanno introdotto l'"obbligo di sbarco".

COS'E' L'OBBLIGO DI SBARCO

Introdotto con il Regolamento n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco impone ai pescherecci di segnalare e portare in porto tutte le specie controllate che rimangono intrappolate nelle loro reti. Le catture accidentali concorrono alla determinazione dei limiti delle quote massime di pesca consentita il che, secondo i critici del divieto, costringe le navi a bloccare la pesca una volta raggiunti i limiti per una determinata specie. specie che, magari, non intendevano neanche pescare. Per ridurre al minimo il rischio, ci si dota di attrezzature innovative che rendono la pesca più selettiva, come spiega ancora questo pescatore: "Tutte le catture accessorie, come il pesce o altre cose che non vuoi, colpiscono le sbarre e salgono e nuotano più avanti."

Reti dotate di luci colorate o di griglie selettive che scartano gli esemplari piu' piccoli. Con accorgimenti del genere si sono raggiunti già ottimi risultati, anche sugli stock ittici, come spiega la responsabile dell'organizzazione del pescatori svedesi (SFPO) Malin Skog: "l'aumento degli stock ittici degli ultimi anni è frutto del lavoro svolto dai paesi europei con la politica comune della Pesca e l'obbligo di sbarco. Si è verificato un miglioramento netto rispetto a 20 anni fa ".

In base al regolamento il pescato indesiderato e sbarcato a terra non potrà essere destinato al consumo umano, ma potrà essere utilizzato per produrre farina e olio di pesce, alimenti per animali, additivi alimentari, prodotti farmaceutici e cosmetici.

La politica della pesca comune dell'UE mira a limitare gli effetti negativi della pesca intensiva, riportando tutti gli stock ittici nelle acque dell'UE a livelli sostenibili.