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Fake news: Der Spiegel si autodenuncia

Fake news: Der Spiegel si autodenuncia
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Prendi un fatto notiziabile, aggiungi dettagli taroccati, mettici anche tanta fantasia: quel che ne esce è una fake news.

Lo sa bene Claas Relotius, 35 anni, giornalista di Der Spiegel, premiato il 3 dicembre scorso reporter dell'anno, scoperto a inventare le storie di cui ha scritto.

Nel percorso dalla cima al baratro, Relotius - denunciato dallo stesso Der Spiegel - non ha potuto far altro che ammettere di essersi inventato molto e presentare le dimissioni.

Sono 14 gli articoli contestati, redatti dal giornalista per il magazine.

"Ha davvero agito in maniera audace - dice la vice direttrice di Der Spiegel Susanne Beyer - Relotius ha comunicato le sue ricerche, ha parlato con i capi in redazione, ha praticamente coinvolto tutti. E cosi si è evidentemente creata un'illusione e non avevamo gli schemi per riconoscerla".

Susanne Beyer vice direttrice Der Spiegel

Un'ammissione, quella di Der Spiegel, elogiata dai colleghi, che hanno apprezzato la gestione trasparente della vicenda

Frank Überall, capo della DJV, la più importante associazione dei giornalisti di Germania, commenta così il caso Relotius: "Dobbiamo affrontare la questione nella maniera giusta e chiarire: sì, anche qui si commettono errori, anche qui ci possono essere criminali - così io vedo quel caso - ma poi tutto deve essere chiarito a fondo".

Adesso la testata effettuerà un'indagine interna per verificare tutti gli articoli pubblicati dal giornalista.