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Theresa May spinge la sua Brexit. "L'accordo con Ue il solo possibile"

Theresa May spinge la sua Brexit. "L'accordo con Ue il solo possibile"
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La pioggia di critiche sul suo modello di Brexit non ferma la premier britannica Theresa May, che intervenendo davanti a una Commissione parlamentare ha chiesto una approvazione piena dell'accordo raggiunto con Bruxelles. Secondo la leader conservatrice, "restare nell'Unione europea non é una opzione", e tuttavia non ha spiegato nei dettagli cosa accadrebbe in caso di un voto contrario del parlamento. La possibilità di una uscita dall'Unione senza un quadro di intese preoccupa l'opinione pubblica britannica: la premier si è limitata a dire che in questa eventualità, saranno necessarie non meglio definite "misure pratiche da assumere". Molte le domande critiche dei commissari, soprattutto sui futuri scenari economici e sul regime frontaliero con l'Irlanda.

Anche il negoziatore europeo Michel Barnier intervenendo davanti al parlamento europeo ha detto che l'accordo attualmente in discussione è l'unico possibile. "Ora è il momento della ratifica, e il parlamento britannico dovrà assumersi le proprie responsabilità". "Considerando le difficoltà di questo negoziato e considerando l'estrema complessità di tutti i capitoli legati al ritiro britannico, l'accordo che è in discussione, il progetto di una uscita ordinata e la dichiarazione politica, è davvero il solo accordo possibile e il migliore nelle condizioni date".

Ad attaccare la politica di Theresa May anche il leader del populista Ukip, Farage, che da sempre accusa la May di essere troppo accondiscendente con Bruxelles. "Signor Barnier, devo dirle che l'avrei voluta dalla nostra parte, dato che la partita sarebbe adatta a lei. Forse lei non crede di essere fortunato ad avere avuto di fronte una premier pronta a soddisfare ogni sua singola richiesta e allo stesso tempo a deludere l'opinione pubblica del suo paese. Avete chiuso tutto in fretta e in furia con una riunione di 38 minuti avete trovato tutte le intese per l'ora di pranzo". Al di là delle posizioni ufficiali degli attori politici fanno discutere in Gran Bretagna le conclusioni di uno studio, secondo il quale fuori dall'Unione europea, il Pil britannico potrebbe contrarsi del 5,5% in 10 anni.