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L'articolo 50 della UE blocca la Brexit?

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L'articolo 50 della UE blocca la Brexit?

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Londra - Il suo regalo di natale la premier britannica Theresa May lo ha fatto ma la Camera dei comuni non sembra gradire. La strada della sua Brexit è in salita. L'esecutivo deve affrontare una mozione di censura presentata dalle opposizioni che contesta la mancata pubblicazione integrale del parere legale sull'accordo di divorzio dall'Ue.

Un secondo referendum per Brexit?

A ridare fiato ai sostenitori britannici di un secondo referendum spunta il parere dell'avvocato generale della Corte Ue Campos Sanchez Bordona secondo cui Londra potrebbe ancora fermare unilateralmente la Brexit entro la data dell'uscita formale concordata per il 29 marzo 2019.Che suona così: "Quando uno stato membro ha notificato al Consiglio Europeo la sua intenzione di ritirarsi dall'Unione Europea l'articolo 50 del trattato dell'Unione ammette la revoca unilaterale di questa notifica fino a che non si conclude l'accordo di distacco sempre che la revoca sia stata decisa in conformità col dettato costituzionale e si comunichi in modo adeguato al Consiglio Europeo senza incappare in pratiche non consentite".

Esulta l'opposizione britannica

L'indicazione di Sanchez Bordona, sebbene debba ancora essere recepita dalla Corte con verdetto, fa esultare gli eurodeputati e i deputati anti-Brexit dei partiti d'opposizione (Labour, Scottish National Party e Verdi) che avevano sollevato il caso legale.

Alyn Smith, europarlamentare scozzese: "I nazionalisti scozzesi e non solo loro dicono ai colleghi di Westminster che non si tratta della scelta sbagliata di questo accordo o di nessun accordo, è diverso dalla sospensione dell'articolo 50 o la sua revoca, ci sono altri modi per uscirne. In quanto parlamentari facciamo la nostra parte per non accettare la scelta sbagliata della Signora May o del nessun accordo".

L'impatto dell'articolo 50 sul dibattito a Londra

Certo l'effetto dell'articolo 50 non può che impattare sul dibattito a Londra. La revoca della lettera non garantirà comunque sconti da parte di Bruxelles.

Fabian Zuleeg, European Policy Centre: "Se il Parlamento britannico decide che non ci si può sganciare dall'Unione Europea, allora il Regno Unito può rimanere come stato membro nelle condizioni attuali, ma ciò significa anche che non ci sarà un nuovo negoziato non ci saranno cambiamenti a cose come la libertà di movimento o le disposizioni di bilancio, quindi alla fine si torna alla casella iniziale di stato membro come è stato fino ad ora".

Tuttavia l'idea di cancellare la Brexit non sembra così a portata di mano. Sono ancora molte le incognite che si presentano in un processo tanto laborioso quanto irto di colpi di scena.