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Brexit: l'accordo che non piace fatica a decollare

Brexit: l'accordo che non piace fatica a decollare
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Piace a pochi la bozza dell'accordo per la Brexit, al vaglio del governo britannico.

Al numero 10 di Downing Street si serrano perciò le fila per respingere sia il fuoco amico dei sostenitori dell'accordo, ma in versione meno edulcorata, sia gli attacchi degli attivisti pro-remain che chiedono un nuovo referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

La bozza ha alimentato il dissenso dei conservatori più radicali, come Boris Johnson, e del partito nord irlandese DUP, che ha definito l'accordo "inaccettabile". I contrari alla Brexit continuano invece a sollecitare una nuova consultazione referendaria.

"La proposta d'intesa, definita con Bruxelles, avvicina il Paese in maniera significativa a ciò per cui il popolo ha votato nel 2016" ha dichiarato la premier Theresa May in occasione del Question Time alla Camera dei Comuni.

Il rischio però è di defezioni nel governo, in caso di via libera ad alcuni contestati passaggi: su tutti, la permanenza nell'unione doganale europea fino a che non sarà trovata una soluzione per la questione irlandese e il regime di circolazione tra Belfast e Dublino.

Le negoziazioni si sono fatte particolarmente tese sull'ipotesi del ritorno a una frontiera tra i due Paesi dopo la conquista difficile della pace in seguito agli "Accordi del Venerdì santo" del 1998.

In base al documento Brexit, la libera circolazione delle persone non sarebbe a rischio anche oltre il dicembre 2020.

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