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Ue: la bocciatura italiana decisione politica?

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Ue: la bocciatura italiana decisione politica?

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La deviazione dei parametri di bilancio è senza precedenti, non avevamo alternative. Così la Commissione europea nel giustificare la bocciatura della manovra finanziaria italiana per il 2019.

Nonostante le frasi del commissario Pierre Moscovici, "non ci sono giochetti né calcoli geopolitici", a qualcuno il dubbio che la decisione di Bruxelles sia una decisione prettamente politica.

"La manovra finanziaria - ci dice l'economista Valerio Malvezzi - non è la questione centrale, anche perché questa è assolutamente in linea con quella di Francia, Spagna Portogallo degli ultimi anni; anzi se facciamo la media del deficit/pil della manovra italiana degli ultimi 10 anni, il rapporto è migliore rispetto a quello di Paesi come la Francia"

Già la scorsa estate il ministro francese dell'Economia Bruno Le Maire annunciava che la Francia non manteneva gli obiettivi concordati con Bruxelles per il 2018 così da ridurre il pericoloso trend del debito che si avvicina al 100% del Pil e la manovra finanziaria per il 2019 prevede un rapporto deficit/pil pari a 2,8%.

La Francia non è ancora una sorvegliata speciale, ma anche la sua situazione induce a pensare che il modello di sviluppo europeo, che ha tra i suoi pilastri il fiscal compact, deve essere rivisto.

"Non possiamo più parlare di un modello basato sulla finanza, sulle banche, sul bail in, ma dobbiamo parlare di un modello che vuole dare finanziamenti alle famiglie e alle imprese", così ancora Valerio Malvezzi.

Stando ai dati Istat, in Italia nel 2017 c'erano 5 milioni di persone che vivevano in uno stato di povertà assoluta, dato record dal 2005.

Bruxelles chiede una stabilità finanziaria, quella sociale non è ancora un requisito iscritto nei trattati comunitari. Eppure resta fondamentale per far progredire l'Unione. In tutti i sensi.