Afghanistan: sangue sul voto

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Di Alberto De Filippis
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Talebani e Isis fanno di tutto per dissuadere la popolazione dall'andare a votare

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Elezioni di sangue in Afghanistan. Con oltre tre anni di ritardo si aprono i seggi per rinnovare il parlamento del paese in guerra da oltre 40 anni. E i nemici della democrazia entrano in azione. Molti attacchi si sono registrati in tutto il paese e il numero delle vittime continua a salire. Fra quelli contrari allo scrutinio i talebani e l'Isis, senza dimenticare che molti candidati sono legati ai signori della guerra che controllano larga parte del paese. Il ministero dell'Interno afghano ha ordinato il dispiegamento di altre 20.000 unità per la protezione dei seggi: sale così a 70.000 il numero di militari e agenti schierati per le parlamentari, ma sembra che serva a poco.

Nella provincia di Kunar ad esempio, i talebani hanno sparato colpi di artiglieria sulle strade che conducono ai seggi, due le donne rimaste ferite. Senza dimenticare che nel distretto di voto di Kabul che porta in pparlamento una ventina di deputati, sono oltre 800 i candidati con una dispersione del voto che favorisce i soliti gruppi che sono in grado di assicurare un certo pacchetto di voti.

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