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Ancora violenza, salta il voto in Afghanistan

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Domani si vota, anzi no. L'Afghanistan, dilaniato dalla guerra tra autorità filo-occidentali e integralisti islamici, ha posticipato le elezioni per il rinnovo del Parlamento di un'altra settimana. Una decisione presa dopo l'uccisione del comandante di polizia nella provincia di Kandahar. Solo l'ultima vittima, caduta negli agguati dei talebani: sono dieci i candidati uccisi negli ultimi mesi. Una mattanza che le forze di sicurezza non riescono ad arginare.

L'analista politica Fariba Pajooh sottolinea le aspettative degli afghani, chiamati al voto adesso posticipato: "La preoccupazione più grande è la sicurezza: la gente pensa che, con il voto, sia possibile il cambiamento e che si possa alzare il livello di sicurezza. Gli afghani sono nella morsa della crisi e credono che, mandando la nuova generazione di candidati al Parlamento, si possa migliorare anche la situazione economica".

Fariba Pajooh analista politica

"La popolazione di Kandahar non è moralmente pronta per andare alle urne". Con queste parole il portavoce della Commissione Elettiva Indipendente ha spiegato l'ennesimo rinvio delle elezioni, disincentivate dall'ondata di violenza e di uccisioni nel Paese.