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Il 1 ottobre della Catalogna separatista

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Il 1 ottobre della Catalogna separatista

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È stato segnato anche da scontri con feriti l'anniversario del 1 ottobre del referendum

indipendentista catalano, osteggiato e invalidato dal Governo spagnolo e dalla Corte costituzionale. La polizia regionale ha respinto a Barcellona il tentativo di irruzione nella sede della Generalitat da parte di decine di separatisti.

Rappresentano l'ala radicale, che ritiene i vertici dell'attuale parlamento catalano dei traditori, perché stanno collaborando con Madrid.

D'altra parte Carles Pudjemont, figura chiave dei moti di un anno fa, e oggi in esilio volontario in Belgio per sfuggire alla giustizia spagnola, ha chiesto di dare "uno spiraglio di fiducia" al nuovo Governo socialista.

È stata una lunga giornata di manifestazioni, partecipate da migliaia di persone, in particolare nella capitale e nella provincia di Girona. Gruppi di attivisti hanno effettuato blocchi stradali in tutta la regione.

A Girona alcuni militanti sono riusciti ad entrare nella sede locale della Generalitat, e hanno ammainato la bandiera spagnola. Altri attivisti hanno occupato i binari dell'alta velocità nella stazione cittadina.

Dimostrazioni anche a Sant Julià de Ramis, dove un anno fa avrebbe avrebbe dovuto votare Carles Puidgemont, che aveva poi depositato la scheda altrove. Erano presenti anche Quim Torra e il resto del governo catalano. "Il primo ottobre è stato il seme di qualcosa, il seme costituente della repubblica catalana. Tutto è iniziato il 1 ottobre, tutto rimanda al 1 ottobre", ha detto il Presidente della Generalitat dal palco, che ha invitato gli indipendentisti a proseguire nella loro battaglia.

Si è anche ripetuto un voto referendario simbolico nel Municipio, dove un anno fa la polizia in tenuta antisommossa, davanti alle telecamere, fece irruzione per bloccare le operazioni al seggio.

Oggi i sondaggi dicono che la Catalogna è divisa a metà tra chi è favorevole al distacco dalla Spagna e chi è contrario.