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Reportage dalla rotta del Niger

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Reportage dalla rotta del Niger

Reportage dalla rotta del Niger
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Una troupe di Euronews con la giornalista Valérie Gauriat è andata in Niger per documentare lo stato della rotta che dal continente africano conduce verso la Libia e poi in italia. Secondo i dati dello Iom, dal 2015, quando il Niger ha iniziato a lavorare sull’immigrazione, i flussi verso la Libia si sono ridotti da 5/7mila a settimana a mille. Un'inversione determinata da percorsi ormai impervi e da controlli rafforzati per i trafficanti.Oggi la maggior parte dei migranti sceglie di tornare indietro e fare rotta verso i paesi di origine:

Valérie Gauriat: le persone a bordo di questi veicoli ci raccontano che hanno cercato di affrontare la traversata verso il mediterraneo e l'Europa ma non ci sono riusciti. La situazione adesso in Libia è troppo pericolosa per loro. Molti di loro ci hanno detto che vogliono tornare nei propri paesi.

Migrante: Ci hanno trasportato per rinchiuderci., abbiamo pagato ma non avevamo le persone in grado di portarci a destinazione.

Valérie Gauriat: Quindi a questo punto che cosa volete fare ?

Migrante: Voglio rientrare a casa e basta.

Mohammed, ex ribelle Touareg ha organizzato il passaggio da Agadez. 2 anni fa il governo locale ha introdotto nuove misure contro i trafficanti. L'Unione Europea si era offerta per garantire a quest'ultimi nuove forme di sostenamento che pero' -come conferma Mohammed - non sono sufficenti.

Mohammed: Si, sono un trafficante, anche adesso lo sono. Avevo sentito che ci avrebbero dato dei soldi per permetterci di lasciare questo lavoro, ma io non ho ricevuto nulla e non ho un altro impiego a parte quest'ultimo.

I soldi al Niger sono parte della strategia europea con cui si è deciso anche di finanziare il contenimento dei flussi da parte della Turchia. Arriviamo in un'area vicino ad Agadez, qui ci sono molti migranti che attendono di cominciare la traversata. 4 di loro hanno deciso di parlarci, 2 di loro hanno già tentato il viaggio ma i loro autisti li hanno abbandonati nel deserto. Alcuni dei compgani sono morti disidratati.

Mohammed, migrante della Guinea: "Ci sono stati degli incontri tra i leader dei paesi dell'Africa occidentale e quelli dell'unione europea quest'ultimi hanno promesso soldi per fermare i flussi. Noi Diciamo che è un crimine. fanno i propri interessi non quelli del nostro continente".

Fondi che secondo questo giovane dovrebbero invece essere impiegati in modo diverso.

Drogba, migrante della Costa d'Avorio: "il miglior modo per fermare l'immigrazione è smettere di dare i soldi ai capi di stato e piuttosto venire qui a creare opportunità di lavoro al fine di evitare che i giovani lascino il paese".