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Caso Novichok, il sopravvissuto: veleno era in bottiglia profumo

Caso Novichok, il sopravvissuto: veleno era in bottiglia profumo
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Di Maria Elena Spagnolo
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Rowley ha raccontato di aver trovato la scatola e di averla regalata alla compagna, che 15 minuti dopo si è sentita male

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Charlie Rowley, l’uomo rimasto avvelenato dal Novichok nel Regno Unito insieme alla compagna Dawn Sturgess, ha raccontato che l’agente nervino si trovava nascosto all’interno di una bottiglia di profumo. L’uomo l’aveva trovata e l’aveva regalata alla compagna, che ha in seguito perso la vita a causa del veleno. Rowly non ricorda dove ha trovato la confezione. 

“Era una scatola di circa dieci per dieci centimetri, che conteneva una bottiglia di vetro...mi sono un po’ sporcato le mani ma le ho sciacquate sotto il rubinetto”.

Nella sua prima intervista televisiva dopo i fatti rilasciata in esclusiva a ITNews Rowley ha raccontato che la donna si è sentita male un quarto d’ora dopo essersi spruzzata la sostanza sulle mani. Sturgess, 44 anni, è morta una settimana dopo all’ospedale di Salisbury.

"Mi ricordo di lei che si spruzzava il profumo sui polsi, e penso, li abbia strofinati. Penso siano passati 15 minuti, credo, Dawn ha detto che aveva mal di testa. Mi ha chiesto se avevo delle pastiglie per il mal di testa. Sono andato nel bagno e l’ho trovata lì, completamente vestita, riversa nel bagno molto malata, ha raccontato Rowley.

L’avvelenamento della coppia è avvenuto quattro mesi dopo quello dell’ex spia russa Sergej Skripal e di sua figlia Julia. Un caso per il quale il Regno Unito ha accusato la Russia, che però ha negato ogni coinvolgimento.

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