Siria: Onu decide di non decidere

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Di Alberto De Filippis
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Ancora rinviato il voto al Consiglio di Sicurezza. Troppo forti i veti incrociati

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Più della volontà di fermare i massacri possono i veti incrociati.

Al Palazzo di vetro è stato infatti ancora rinviato il voto al consiglio di sicurezza circa il cessate il fuoco da imporre ai contendenti in Siria. Stavolta è stata la Russia a non essere d'accordo con la richiesta di un armistizio di 30 giorni. Diversi paesi sono convinti che sia necessario, per permettere il passaggio di alimenti e medicinali per le popolazioni civili che si trovano intrappolate fra due fuochi, i ribelli anti-Assad e le forze governative.

Il disincanto dell'ambasciatore svedes: "Sono frustrato dal fatto che il Consiglio di Sicurezza non sia stato capace di adottare una risoluzione per alleviare le sofferenze della popolazione siriana".

La Russia, che resta al fianco del presidente Bashar al Assad, resta convinta che non ci siano abbastanza garanzie come spiega il ministro degli esteri Serguei Lavrov: "Non ci sono sufficienti assicurazioni che i ribelli rispetteranno la tregua di non continuare a bombardare le aree residenziali di Damasco. Queste garanzie finora non le abbiamo ricevute".

Obiettivo della tregua dovrebbe essere quello di interrompere il massacro di Ghouta. Finora le operazioni dell'aviazione siriana avrebbero fatto almeno 462 morti fra cui un centinaio di bambini. È stato considerato come uno dei più feroci bombardamenti in sette annni di guerra civile.

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