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Il testamento biologico nei diversi Paesi europei

Il testamento biologico nei diversi Paesi europei
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Di Cecilia Cacciotto
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Il quadro normativo nei vari Paesi europei risulta moltovario anche se il trattato di riferimento è la Convenzione dei diritti dell'uomo e la biomedicina, meglio nota come Convenzione di Oviedo.

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Ma com‘è la situazione nel resto d’Europa?

Il quadro normativo nei vari Paesi europei risulta moltovario anche se il trattato di riferimento è la Convenzione dei diritti dell’uomo e la biomedicina, meglio nota come Convenzione di Oviedo approvata nel 1997, che all’articolo 9 sottolinea il principio della libertà di scelta dell’indivisuo rispetto alle cure.

Il testamento biologico è previsto nella legislazione di questo primo gruppo di Paesi: malgrado le condizioni specifice e le limitazioni legali, la volontà del paziente ha vincolante e può essere espressa anche prima di ammalarsi o di ritrovarsi nella condizione di non poterla più esplicitare.

Ne fanno parte Regno Unito, Austria, Croazia, Spagna, Ungheria, Belgio, Paesi Bassi, Finlandia, Svizzera, Lussemburgo, Portogallo, Germania, anche se in quasi tutte le nazioni esistono condizioni specifiche o anche limitazioni al valore legale del testamento biologico.

Caso a parte è la Francia. Oltralpe il testamento biologico è normato ma non è legalmente vincolante.

Secondo la legge 2005-370 del 22 aprile 2005 le volontà del paziente devono essere necessariamente prese in considerazione dal medico, ma hanno un mero valore consultivo (art. 7) e sono un elemento tra gli altri nel processo di decisione; tuttavia la legge stabilisce anche in modo chiaro la possibilità di limitare o interrompere i trattamenti. Le volontà anticipate per altro devono risalire a meno di tre anni prima.

Infine ci sono i paesi in cui non è prevista la possibilità di stabilire in anticipo quali trattamenti accettare o rifiutare e in quali condizioni. In questo gruppo l’italia è in buona compagnia. Ci sono tra gli altri i Paesi dell’Europa dell’Est , Irlanda Grecia, Bulgaria.

Di questo gruppo fanno parte oltre all’Italia, Estonia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Latvia, Malta, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Svezia.

C‘è anche la Svezia, gli svedesi devono comunque dare il proprio consenso ai trattamenti che possono essere interrotti se il paziente lo chiede ed è consapevole.

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