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Bruxelles: il kamikaze mancato ancora in fuga

Bruxelles: il kamikaze mancato ancora in fuga
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Di Lilia Rotoloni
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Il procuratore di Bruxelles Frédéric Van Leeuw ha dato i primi dettagli sull’inchiesta sugli attentati nella capitale belga. Ha confermato un

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Il procuratore di Bruxelles Frédéric Van Leeuw ha dato i primi dettagli sull’inchiesta sugli attentati nella capitale belga.

Ha confermato un arresto ma non ha dato l’identità della persona fermata. In ogni caso non sarebbe l’uomo col cappello nero che si vede nelle immagini delle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto.

Quell’uomo che era in compagnia degli altri due kamikaze è ancora in fuga e attivamente ricercato. Per quanto riguarda gli altri due, che sono morti nell’attacco, solo uno è stato formalmente identificato si tratta di Ibrahim El Bakraoui, di nazionalità belga. Nell’appartamento-covo ritrovato grazie alla testimonianza del tassista che ha accompagnato il terzetto all’aereoporto, è stato rinvenuto tutto il materiale necessario a costruire congegni esplosivi e in un cassonetto gli inquirenti hanno trovato un computer in cui El Bakrauoi, in una specie di testamento, dice di sentirsi braccato e di dover fare in fretta.

L’identità dell’altro kamikaze morto a Zaventem non è ancora nota.

In rapporto all’ordigno scoppiato nella stazione della metropolitana, è stato confermato che, a farlo detonare, è stato Khaled El Bakraoui, fratello del kamikaze di Zaventem e deceduto anche lui nell’azione.

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