EventsEventiPodcasts
Loader
Seguiteci
PUBBLICITÀ

Varsavia, la nuova bestia nera di Bruxelles

Varsavia, la nuova bestia nera di Bruxelles
Diritti d'autore 
Di Cecilia Cacciotto
Pubblicato il
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Riforma della legge sui media prima, poi della Corte costituzionale, e ancora scaramucce con Bruxelles e altre capitali europee. A tre mesi dalle

PUBBLICITÀ

Riforma della legge sui media prima, poi della Corte costituzionale, e ancora scaramucce con Bruxelles e altre capitali europee.

A tre mesi dalle ultime elezioni in Polonia, che hanno portato al governo il partito di destra Diritto e Giustizia (Pis), Varsavia ha tanto fatto e disfatto da diventare la nuova bestia nera in Europa.

Questo malgrado i contestatori scendano in piazza e Bruxelles metta in guardia il Paese dall’andare contro i trattati europei.

Democratic crisis in Poland : EU must go all the way in upholding its values |fidh| https://t.co/chCvp2W4vr

— Ferey (@Ferey) 27 Gennaio 2016

La nuova legge sui mezzi di informazione, che prevede che sia il ministero del Tesoro a nominare direttamente i dirigenti di tv e radio pubblica, votata lo scorso 31 dicembre, aveva fatto alzare il livello di attenzione.

Marek Magierowski, portavoce del presidente Andrzej Duda:

“È in corso un braccio di ferro con la Commissione europea, questo è evidente, ma il nostro governo è aperto al dialogo. Il governo polacco vuole discutere di tutto questo, che sembra controverso, e che la Commissione europea non riesce pienamente a capire”.

#Poland’s government defends its changes to constitutional tribunal and #media law in a letter to #EU#Commission.
https://t.co/21pLYFUOXw

— EUobserver (@euobs) 23 Gennaio 2016

“We will fight to preserve media independence in new EU Member States”, says GOettingerEU</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Poland?src=hash">#Poland</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/CERRERecommDigitRegul?src=hash">#CERRERecommDigitRegul</a></p>&mdash; kostas rossoglou (kostasrossoglou) 27 Gennaio 2016

Tra le misure più controverse introdotte dal governo, quella che prevede il voto a maggioranza qualificata, invece che la semplice, della Corte costituzionale nella maggioranza dei casi.

Maciej Kisilowsky, (assistant professor of law and public management at Central European University)

“È un modo irragionevole di interpretare la Costituzione, che di fatto blocca quest’importante organo di controllo costituzionale con una legge ordinaria. L’unico organo che ha il potere di controllare la costituzionalità delle leggi”.

E non è tutto, a fare letteralmente infuriare i polacchi, l’inquitante progetto governativo di permettere a servizi segreti e polizia di controllare internet e telefonate, senza previa autorizzazione giudiziaria.
Le similitudini con la vicina Ungheria di Orban, poratno lontano:

Gabor Kovacs:

“Molti analisti parlano di un asse ungaro-polacco che vorrebbe imporsi contro Bruxelles. Non facile definirne l’essenza, ma una dichiarazione del ministro degli Esteri polacco potrebbe aiutarci a capirlo meglio. Ha detto: la Polonia non ha bisogno del multiculturalismo europeo rappresentato da ciclisti e vegetariani che usano energie rinnovabili”.

http://www.ilpost.it/2016/01/11/cosa-sta-succedendo-in-polonia/

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Polonia, pro vita in marcia contro l'estensione del diritto all'aborto proposta dal governo

Polonia: le grandi aspettative della comunità Lgbt diventeranno realtà?

La Polonia ai membri della NATO: serve spesa per la difesa al 3% del Pil