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Francia: fa discutere l'appello ad evitare i simboli ebraici

Francia: fa discutere l'appello ad evitare i simboli ebraici
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Di Eri Garuti
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Portare la kippah in Francia equivale ad esporsi a un rischio? Dopo l’ultima aggressione a Marsiglia, il presidente del Concistorio israelitico

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Portare la kippah in Francia equivale ad esporsi a un rischio? Dopo l’ultima aggressione a Marsiglia, il presidente del Concistorio israelitico locale, Zvi Ammar, ha suggerito ai fedeli di sospendere “fino a tempi migliori” l’uso del copricapo che li rende identificabili. La comunità ebraica si interroga.

“È nostro dovere preservare la sicurezza della nostra comunità – spiega Ammar – e forse oggi, in una situazione eccezionale, bisogna prendere decisioni eccezionali.”

Un parere non condiviso dal Gran Rabbino di Francia, Haïm Korsia, né dal presidente della regione di Marsiglia, Christian Estrosi.

“Capisco le preoccupazioni” commenta Estrosi “ma credo che la cosa peggiore sarebbe dare l`impressione al nemico di avere paura. Noi non abbiamo paura. Non dobbiamo dare segni di debolezza.”

Lunedì un insegnante che indossava la kippah era stato assalito da un 15enne di origine curdo-turca armato di machete e se l’era cavata con lievi ferite solo grazie alla sua prontezza di riflessi.
Tra gli ebrei di Marsiglia c‘è chi ha paura.

“Portare la kippah richiede coraggio” ammette un uomo “quindi se si hanno figli, purtroppo è meglio essere più discreti.”

“Non sono affatto d`accordo con ciò che dicono” ribatte una donna. “Perché nascondersi? Non dobbiamo. Siamo ebrei e fieri di esserlo. Perché dovremmo nasconderci?”

“Ho sempre avuto l’abitudine di portarla e la porterò sempre” assicura un altro ebreo di Marsiglia. “Non ho una paura maggiore oggi rispetto a 10 o 15 anni fa.”

Il giovane aggressore, arrestato, ha detto di aver agito in nome di Allah e dell’Isil. Anche se il suo viene considerato un gesto isolato, negli ultimi anni le aggressioni agli ebrei, in Francia, si sono moltiplicate.

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