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Turchia: apre una scuola per le giovani rifugiate siriani, sul posto euronews

Turchia: apre una scuola per le giovani rifugiate siriani, sul posto euronews
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Di Euronews
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Si chiama “La mia vita” ed è una nuova scuola per i giovani rifugiati siriani, soprattutto bambine, aperta a Şanlıurfa, città situata nel sud-est

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Si chiama “La mia vita” ed è una nuova scuola per i giovani rifugiati siriani, soprattutto bambine, aperta a Şanlıurfa, città situata nel sud-est della Turchia, non lontano da Aleppo. L’inviato di Euronews Bora Bayraktar è andato a conoscere questo progetto educativo finanziato dall’Unione Europea

“Qui si imparano tante cose nuove, ora stiamo imparando l’inglese” dice una giovane. Un’altra racconta all’inviato di euronews di voler fare il medico da grande.

La scuola ha come obiettivo non solo quello di fornire un’istruzione ma anche dare supporto psicologico a 3000 ragazze siriane.

4 anni di conflitto in Siria hanno fatto 250mila morti, 8 milioni di sfollati interni mentre sono 4 milioni quelli che vivono come rifugiati in paesi vicini, soprattutto Turchia, Giordania e Libano. La Turchia accoglie attualmente più di 2 milioni e 500 mila profughi siriani, la metà sono bambini.

“I siriani attribuiscono una grande importanza alla formazione. Non vogliamo che questa generazione costretta a lasciare il proprio Paese, che ha vissuto anni di sofferenza, non compia passi in avanti. Vogliamo che siano capaci di fare progressi nel corso della loro vita e questa è la base fondamentale”, dice Hansjörg Haber, l’ambasciatore europeo in Turchia. Nella crisi siriana è emerso il fenomeno della violenza sessuale come tattica di terrore. “L’esperienza ci dice che le donne, le giovani donne anno un bisogno particolare di protezione perche sono esposte a violenze e abusi sessuali”, dice Philippe Duamelle, il rappresentante dell’Unicef in Turchia.

“Mentre la crisi siriana si intensifica e nessuna soluzione appare all’orizzonte, i progetti a lungo termine per i rifugiati siriani diventano una priorità. Con l’arrivo di nuovi finanziamenti da parte dell’Unione europea e della comunità internazionale, realtà come questa si moltiplicheranno”, spiega l’inviato di euronews.

La scuola come unico mezzo di salvezza, il solo modo per poter scrivere la parola futuro.

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