Il proprietario di X e Tesla ha attaccato pubblicamente il primo ministro Pedro Sánchez, definendolo "tiranno e traditore del popolo spagnolo" in risposta all'annuncio di nuove misure per regolamentare i social network
Elon Musk, proprietario del social network X, ha lanciato martedì un duro attacco al primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, definendolo un “tiranno” e un “traditore del popolo spagnolo”. L’affondo è arrivato in risposta a un pacchetto di misure legislative annunciate dal governo di Madrid per regolamentare le piattaforme digitali e rafforzare la protezione dei minori su Internet.
Attraverso la sua stessa piattaforma, Musk ha rilanciato un post pubblicato da Sánchez in cui il presidente del governo illustrava nel dettaglio le nuove iniziative, accompagnandolo con insulti personali e l’espressione offensiva “Dirty Sánchez”, corredata da un’emoji di escrementi. Il tono dello scambio ha immediatamente attirato l’attenzione internazionale, trasformando il confronto politico in uno scontro pubblico tra uno dei leader tecnologici più influenti al mondo e un capo di governo europeo.
Le misure proposte dall’esecutivo spagnolo puntano a contrastare quello che Sánchez ha definito uno “stato fallito” dei social network, accusati di ignorare le leggi vigenti e di tollerare comportamenti criminali. Tra gli obiettivi dichiarati vi sono la limitazione dell’accesso alle piattaforme per i minori di 16 anni, il contrasto alla manipolazione algoritmica e una più efficace rimozione dei contenuti illegali o dannosi.
Responsabilità dei gestori delle piattaforme
Il punto più controverso del pacchetto legislativo riguarda la possibilità di rendere i gestori dei social media legalmente responsabili - anche sul piano penale - nel caso in cui non rimuovano tempestivamente contenuti d’odio o illegali.
Una proposta che colpisce direttamente Musk, in quanto proprietario di X, piattaforma spesso criticata per l’allentamento delle politiche di moderazione dei contenuti dopo il suo acquisto.
Lo scontro si inserisce in un contesto europeo di crescente pressione normativa sui giganti tecnologici. Proprio nei giorni scorsi, le autorità francesi hanno perquisito gli uffici parigini di X nell’ambito di un’indagine sulla presunta manipolazione degli algoritmi e su possibili interferenze straniere, convocando lo stesso Musk per chiarimenti.
Quello tra Musk e Sánchez non è un episodio isolato. Negli ultimi giorni, i due si sono già confrontati a distanza attraverso una serie di messaggi sui social, riflettendo una tensione sempre più evidente tra i governi europei, intenzionati a rafforzare il controllo sulle piattaforme digitali, e le big tech globali, che rivendicano maggiore autonomia nella gestione dei contenuti.
Lo scontro spagnolo rappresenta così un nuovo capitolo di un conflitto più ampio sul futuro della regolamentazione digitale in Europa e sul ruolo politico sempre più centrale delle grandi piattaforme online.