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Cos'è "Chia", la criptovaluta ecosostenibile (ma non troppo)

l'estrazione di bitcoin è criticata per l'enorme impatto ambientale
l'estrazione di bitcoin è criticata per l'enorme impatto ambientale   -   Diritti d'autore  Lars Hagberg/AFP
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Il 2021 potrebbe essere ricordato come l'anno in cui le criptovalute sono entrate nell'uso comune? Così sembrerebbe, dato che il valore di un certo numero di queste valute sta decollando, con un record su tutta la linea.

In aprile, Bitcoin ha superato i 64.000 dollari (52.700 euro), mentre questo mese Ethereum ha sfondato la soglia dei 4.000 dollari (3.300 euro). Perfino Dogecoin - la criptovaluta "meme" lanciata per ironizzare sulle prime due - ha fatto progressi.

Ma è anche difficile tenere il passo con l'enorme volume di criptovalute che vengono lanciate: si stima che al momento ce ne siano in circolazione più di 5.000.

Nonostante il loro progresso, Bitcoin e simili continuano ad essere visti come investimenti rischiosi a causa della loro volatilità, anche se la percezione sta cambiando. Il loro recente successo ha anche portato un aumento del controllo, in particolare sulle pratiche che consumano energia come il mining.

Ma proprio per queste ragioni, una criptovaluta denominata Chia sta iniziando farsi conoscere proprio per questo genere di ragioni

Dopo il suo ingresso ufficiale nel trading, la scorsa settimana, Chia sta cercando di fare le cose in modo diverso. Innanzitutto è stata etichettata come una criptovaluta "verde": ma cosa la rende eco-friendly e come si differenzia dalle altre criptovalute?

In che modo è diversa dal Bitcoin?

Come criptovaluta originale - e ad oggi, più valutata - il Bitcoin ha stabilito lo standard per le altre che hanno seguito la sua scia.

A questo proposito, molte criptovalute utilizzano una pratica adottata per la prima volta da Bitcoin per creare nuovi token, chiamata "mining" (o estrazione). Conosciuto come un sistema di "proof of work", il mining richiede l'uso di computer per risolvere complessi puzzle matematici al fine di sbloccare nuovi token Bitcoin.

Questa è la prima grande differenza con Chia, che utilizza invece quello che viene chiamato un sistema di "prova di spazio e tempo". Per "coltivare" Chia, è necessaria una grande quantità di dischi rigidi vuoti per ospitare "trame" che vengono poi assegnate a un certo numero di blocchi in base allo spazio disponibile.

Il creatore di Chia, Bram Cohen, l'uomo che ha fondato la piattaforma di file-sharing BitTorrent, crede che questo metodo sia più affidabile, sicuro e più eco-sostenibile di come operano le criptovalute tradizionali.

Ed è proprio questo aspetta che sta attirando particolarmente l'attenzione.

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Un potenziale disastro di rifiuti informaticiGetty images via Canva

Quanto sono le credenziali "green" di Chia?

Il processo di mining richiede sia impianti - costituiti da processori di computer specializzati - che l'accesso a grandi quantità di energia.

L'aumento di popolarità di Bitcoin ha fatto sì che i minatori domestici non siano stati in grado di eguagliare l'output delle operazioni di mining su larga scala, in particolare quando si tratta di bollette proibitive.

Oltre a mettere fuori gioco i piccoli commercianti, il colossale consumo di energia richiesto dal mining sta avendo un impatto enorme sul pianeta.

Gli investitori di Bitcoin tengono a sottolineare che la criptovaluta si sta affidando sempre più a fonti di energia rinnovabili, ma a causa del costo dell'elettricità, la concentrazione delle "miniere" si sposta spesso in tutto il mondo a caccia di prezzi energetici più bassi.

Il più delle volte, le fonti di elettricità più economiche sono generate da centrali a carbone piuttosto che da turbine eoliche.

In Cina, dove si trova la maggior parte delle miniere di Bitcoin del mondo, il processo creerà tante emissioni di carbonio in un anno quante sono l'Italia o l'Arabia Saudita entro il 2024; lo stesso discorso vale per i report relativi a interruzioni di corrente locali soltanto per il mese scorso.

Dato che non utilizza il mining, Chia è stato elogiato per aprire potenzialmente una nuova strada, che convegna anche agli utenti domestici, oltre a fornire un'alternativa più ecologica al Bitcoin ad alto consumo energetico.

Almeno all'apparenza, Chia è all'altezza delle sue credenziali verdi, visto che non ha bisogno di consumare alti volumi di elettricità. Tuttavia, il mezzo con cui i coltivatori di Chia coniano nuovi token non è privo di criticità, tantomeno di un costo ambientale.

Perché Chia viene criticata?

Anche prima del suo lancio sulle piattaforme di trading all'inizio di maggio, Chia aveva già suscitato polemiche dopo che il suo successo iniziale aveva scatenato una corsa agli hard disk.

L'aumento della domanda ha già causato una carenza e ha spinto i prezzi alle stelle in Cina e in altre parti dell'Asia. Da quando il lancio di Chia è stato annunciato a febbraio, i prezzi per le unità da 12 terabyte sono aumentati del 59 per cento soltanto in Cina, secondo il South China Morning Post.

La ragione dell'aumento della domanda non è solo l'improvvisa popolarità di una criptovaluta appena lanciata, anche se questo la spiega in gran parte. È anche alimentata dal fatto che la coltivazione di Chia è incredibilmente dispendiosa per quanto riguarda l'hardware necessario.

Secondo recenti rapporti dalla Cina, la continua coltivazione di Chia sta portando la durata di un disco rigido da 512GB, per esempio, ad essere ridotta a soli 40 giorni piuttosto che a un decennio.

Il risultato è l'annullamento di tutte le garanzie sui dischi rigidi utilizzati e il concreto rischio che si vengano a creare montagne di elettronica scartata e inutilizzabile. I rifiuti elettronici sono un pericolo in continua crescita, data la crescente velocità con cui i consumatori - in cerca di modelli sempre più aggionrati e potenti - cambiano i propri dispositivi elettronici, che finiscono quindi alle discariche

I rifiuti elettronici tendono a contenere componenti tossici, come metalli pesanti, piombo e litio, che se smaltiti in modo improprio, rischiano di contaminare l'ambiente e costituire un rischio per la salute umana.

Per il momento, i bassi costi energetici sono un incentivo sufficiente a mantenere la stella di Chia in ascesa, ma il vero impatto ambientale che avrà questa criptovaluta "verde" resta ancora icnerto.