Prima di inviare una sonda su un altro pianeta bisogna assicurarsi che non trasporti organismi viventi di origine terrestre
Questo mese il nostro viaggio verso il pianeta rosso con la missione dell’ESA, ExoMars, ci porta all’Osservatorio di Arcetri, vicino a Firenze, dove abbiamo incontrato il professor John Robert Brucato, responsabile della protezione planetaria per lo strumento Dream, a bordo della sonda ExoMars.
Video del lancio #ExoMars e approfondimenti da INAF sulla missione appena iniziata! https://t.co/7xVKVzh7yB
— INAFcapodimonte (@INAFcapodimonte) March 14, 2016
John Robert Brucato, ricercatore dell’“INAF”:http://www.inaf.it/it?set_language=it, ci ha spiegato le procedure di sterilizzazione prima di ogni strumento che viene inviato su un altro pianeta “per evitare di contaminare il pianeta con la vita terrestre”
“Sappiamo che sulla Terra ci sono batteri straordinariamente resistenti – spiega l’accademico -in grado di sopportare condizioni ambientali estreme e che potrebbe sopravvivere a bordo di una missione spaziale nel corso di un viaggio interplanetario”
In cosa consistono le operazioni di sterilizzazione ?
“La procedura di sterilizzazione di uno strumento a bordo di una missione spaziale – dice – consiste nel mettere lo strumento in un forno a una temperatura di 120 gradi per diverse ore o addirittura giorni. In questo modo siamo sicuri di non avere alcun carico biologico a bordo”
Un protocollo che dovrà anche essere adattato al caso inverso, come chiarisce Brucato: “In considerazione delle future missioni che porteranno i campioni marziani sulla Terra, oggi stiamo studiando a livello europeo come sviluppare un luogo protetto per analizzare questi campioni e per verificare se ci sia vita extraterrestre su un altro pianeta”