All'indomani della condanna in appello per uso illecito di fondi pubblici, Marine Le Pen ha lanciato la campagna per le presidenziali 2027. Una candidatura che suscita forti reazioni tra i leader politici e nell'opinione pubblica
Per alcuni è un azzardo, per altri mancanza di senso delle istituzioni.
La leader del Rassemblement national (RN), Marine Le Pen, ha ufficialmente dato il via mercoledì alla sua campagna per le elezioni presidenziali francesi del 2027, all'indomani della condanna in appello per appropriazione indebita di fondi pubblici nell'ambito di un'inchiesta sugli assistenti parlamentari europei.
Pur essendo autorizzata a candidarsi, la leader dell’estrema destra è stata comunque condannata all’obbligo di indossare un braccialetto elettronico per un anno. L'esecuzione della pena è tuttavia sospesa in attesa dell'esame del ricorso presentato in Cassazione.
La candidatura ha subito acceso il dibattito politico. A sinistra, diversi esponenti mettono in discussione la legittimità della sua corsa all'Eliseo.
"Quando si è stati condannati dalla giustizia per appropriazione indebita di fondi pubblici, si può davvero ritenere di avere la legittimità per diventare presidente della Repubblica?", si chiede il segretario del Partito socialista, Olivier Faure.
"Quello che continuo a trovare piuttosto problematico è che si presenti alle elezioni presidenziali, che abbia o meno presentato ricorso in cassazione, dopo essere stata riconosciuta colpevole sia in primo grado sia in appello per appropriazione indebita di fondi pubblici. I tribunali l’hanno, per due volte, riconosciuta colpevole", ricorda Marine Tondelier, segretaria nazionale degli Ecologisti.
A destra, Édouard Philippe, anche lui candidato dichiarato alle elezioni presidenziali alla guida del suo partito Horizons, ritiene che l’ingresso in campagna di Marine Le Pen permetterà di riportare il dibattito sul terreno politico più che su quello giudiziario.
"Personalmente, preferisco impegnarmi e battere la signora Le Pen alle urne piuttosto che vederla scomparire a causa di una decisione di giustizia", osserva.
Anche tra i cittadini, l’annuncio di questa candidatura suscita reazioni contrastanti.
Alcuni denunciano la mancanza di esemplarità della dirigente del RN. "Non sono sorpreso, ma ci vuole davvero una bella faccia tosta. Si chiede a gran voce politici esemplari e qui non ci siamo proprio", commenta un passante.
Ragionano in un’ottica in cui lei è la vittima di un sistema, una fenice destinata a rinascere dalle proprie ceneri. È tutto quello che sentiamo da 24 ore. Il fatto che abbia presentato ricorso in cassazione fa sì che non porti il braccialetto elettronico. Così potrà andare ovunque e recitare il ruolo della vittima", denuncia un’altra.
Altri, al contrario, sostengono la sua candidatura. "Più candidati ci sono, più scelta c’è. E poi, a me lei piace", afferma una terza persona intervistata.
In visita a La Flèche, comune conquistato dal RN alle elezioni municipali di marzo scorso, Le Pen ha dovuto interrompere anticipatamente il bagno di folla a causa delle proteste di una sessantina di manifestanti contrari alla sua presenza.