Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Leone XIV, anniversario da Papa a Pompei e Napoli: "Non possiamo rassegnarci alla morte"

Papa Leone XIV esce sulla Loggia della Basilica di San Pietro dopo l'elezione a Pontefice (8 maggio 2025)
Papa Leone XIV esce sulla Loggia della Basilica di San Pietro dopo l'elezione a Pontefice (8 maggio 2025) Diritti d'autore  (AP Photo/Domenico Stinellis)
Diritti d'autore (AP Photo/Domenico Stinellis)
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Il Pontefice è in visita pastorale in Campania, dove ha rilanciato l'appello alla pace che aveva segnato le prime parole del suo papato. "La pace di disarmata e disarmante" di un anno fa in piazza San Pietro diventa una preghiera: "Dio illumini quanti hanno responsabilità di governo"

Un anno fa Robert Francis Prevost usciva dal Conclave come Leone XIV con l'obiettivo e la speranza dei suoi elettori di trovare un punto di equilibrio tra i suoi due predecessori, il conservatore Benedetto XVI e il rivoluzionario Francesco.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Il Papa trascorre questo anniversario in una comunità, quella di Pompei e di Napoli, dove ha incontrato volontari e ragazzi disagiati e poi migliaia di fedeli, a cui ha rivolto un messaggio non estraneo all'attualità internazionale di questi tempi.

"Venga dal Dio della pace un'effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi e illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo", ha detto venerdì nell'omelia della messa celebrata in piazza a Pompei.

"Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore", ha invocato Leone, "non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono".

In chiusura, prima di trasferirsi a Napoli dove lo attendono circa trentamila persone in Piazza Plebiscito, ha ammonito che "in tanti si dicono cristiani ma offendono Dio".

Il 70 enne Papa di Chicago, il primo della storia a venire dagli Stati Uniti, immaginava probabilmente un rapporto turbolento con la Casa Bianca di Donald Trump, ma forse non di trovarsi l'8 maggio 2026 nel mezzo di un'altra guerra in Medio Oriente e di un'offensiva feroce di Trump contro la Santa Sede che ha richiesto, giovedì, un tiepido incontro riparatore con il segretario di Stato, Marco Rubio.

La "pace disarmata e disarmante, umile e perseverante" invocata in un pomeriggio di dodici mesi fa dalla Loggia centrale di San Pietro è per ora annegata nei bombardamenti di Israele, Stati Uniti, Iran e Russia, ma la missione iniziale del missionario agostiniano in Perù, è rimasta quella originaria.

Papa Leone nella messa davanti al Santuario di Pompei (8 maggio 2026)
Papa Leone nella messa davanti al Santuario di Pompei (8 maggio 2026) AP Photo/Gregorio Borgia

La "Pax Leonina": il ritorno alla tradizione vaticana ma con la politica di Francesco

All'elezione del successore di Bergoglio si cercava un uomo di equilibrio, di governo della Chiesa, dopo oltre un decennio di contrasto con la Curia e di forzature delle regole da parte di Papa Francesco.

Il nome di Prevost non era tra i papabili della prima ora ma tra i nomi di compromesso, dal momento che l'arcivescovo di Ciclayo era allora l'apprezzato Prefetto del Dicastero per i Vescovi (dal 2023 quando era stato elevato alla porpora cardinalizia da Francesco), dunque responsabile delle selezione dei vescovi mondiali e ben conosciuto dai cardinali arrivati in Cappella Sistina.

Papa Francesco il giorno della sua elezione (13 marzo 2013)
Papa Francesco il giorno della sua elezione (13 marzo 2013) AP Photo/Gregorio Borgia

Le concessioni all'ala conservatrice della Santa sede e del cattolicesimo mondiale, preminente negli Stati Uniti, erano state immediate. Leone si era presentato da Papa con indosso i tradizionali paramenti che il predecessore aveva rifiutato per una semplice veste talare bianca.

Aveva deciso di riaprire gli appartamenti papali nel Palazzo Apostolico, lasciando che il piano di Casa Santa Marta occupato da Francesco tornasse alla funzione di foresteria.

Il nuovo Papa ha voluto anche premiare la Curia definita "la memoria della Chiesa", mentre i "Papi passano", e persino concedere al cardinale ultraconservatore statunitense, Raymond Burke, ostracizzato per anni per la richiesta di tornare a una liturgia tradizionale, di celebrare a San Pietro una messa in latino nell'ottobre 2025.

Il cardinale Raymond Leo Burke celebra la messa con il rito tradizionale - in latino e con le spalle rivolte ai fedeli - nella Basilica di San Pietro (25 ottobre 2025)
Il cardinale Raymond Leo Burke celebra la messa con il rito tradizionale - in latino e con le spalle rivolte ai fedeli - nella Basilica di San Pietro (25 ottobre 2025) AP Photo/Alessandra Tarantino

Il resto è stata un'opera di ricostruzione di equilibri e gerarchie senza protagonismi se non quando costretto, vedi le repliche a cui lo ha costretto Donald Trump con le accuse di debolezza in politica estera e sul nucleare iraniano che metterebbe "in pericolo molti cattolici".

La pacata presa di distanza di Leone ("Non ho paura dell'amministrazione Trump", "Non sono un politico") si è inserita in un messaggio contro la guerra ripetuto sin dal primo giorno.

"In questo primo anno, segnato da guerre, tensioni e linguaggi carichi di conflittualità", ha sottolineato la Comunità episcopale italiana (Cei) in un messaggio di auguri al Pontefice - "la Sua voce ha richiamato tutti alla responsabilità della pace: non come formula astratta, ma come esigenza evangelica e compito quotidiano, via di verità, giustizia e dialogo".

"Ringraziamo Dio per il dono di Papa Leone", "uomo mite che parla di amore e unità", ha scritto Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei e uno dei principali cardinali in Conclave, venerdì sul quotidiano Avvenire citando il Pontefice: "Dobbiamo cercare insieme una chiesa missionaria, che costruisce ponti e dialogo, sempre aperta a ricevere con le braccia aperte".

Su alcuni temi in effetti, il matematico di formazione e già Priore generale dell'ordine agostiniano ha cercato la collegialità, recuperando lo strumento consultivo dei concistori dei vescovi raramente utilizzato nel decennio precedente, mentre su altri ha ricalcato il terzomondismo gesuita di Francesco.

Quanto alle finanze, Leone ha messo in chiaro ben presto i limiti dello Ior (l'Istituto per le opere religiose, la banca vaticana, al centro di numerosi scandali in passato), togliendo ad esso la competenza esclusiva alla gestione del Patrimonio della Santa Sede, affidandola agli organi della Curia.

Le tappe principali del primo anno da Papa di Leone XIV

Prevost ha improntato finora il papato a un protocollo studiato, con alcune concessioni al suo passato, come la visita al Santuario della Madre del Buon Consiglio, gestito dagli agostiniani a Genazzano alle porte di Roma, e alla Casa generalizia dell'ordine accanto a San Pietro, nei giorni successivi all'elezione.

La solenne messa di inizio Pontificato del 18 maggio scorso in Piazza San Pietro e la prima udienza generale, tre giorni dopo, hanno avviato un periodo di assestamento conclusosi con il primo viaggio apostolico del successivo autunno.

La visita in Turchia e Libano dal 27 novembre al 2 dicembre 2025, già programmata dal suo predecessore per i 1700 anni dal Concilio di Nicea, ha rilanciato il messaggio di una fede ecumenica con le altre confessioni cristiane.

Poco prima di Natale, è arrivata la nomina di Ronald A. Hicks ad Arcivescovo di New York, dopo la rinuncia di Timothy Dolan, un 59 enne progressista al posto del campione del cattolicesimo identitario statunitense.

Leone ha inaugurato il 2026 chiudendo la Porta santa nella Basilica di San Pietro e l'anno giubilare il 6 gennaio.

A marzo le prime tre nomine di peso, dopo la conferma del cardinale Pietro Parolin alla segreteria di Stato: l'arcivescovo Paolo Rudelli a sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, il “ministero degli Interni” del Vaticano; lo spostamento dell'arcivescovo venezuelano Edgar Peña Parra alla nunziatura presso l'Italia e San Marino e quello di Petar Rajič alla prefettura della Casa Pontificia che gestisce l'agenda del Papa.

Il lungo viaggio in Africa dal 13 al 23 aprile - tra Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale - ha posto invece la prima vera firma apostolica di Leone all'estero, dopo una breve visita nel Principato di Monaco.

In un altro momento significativo, il 27 aprile il Papa ha ricevuto in Vaticano la prima Arcivescova di Canterbury, Sara Mullally, massima autorità spirituale della Chiesa Anglicana.

Ad attendere Leone XIV ora ci sono il viaggio apostolico in Spagna tra Madrid, Barcellona e le Isole Canarie (6-12 giugno) e la visita pastorale a Lampedusa il 4 luglio.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Leone XIV riceve il segretario di Stato Usa in Vaticano dopo gli attacchi di Trump

Leone XIV risponde a Trump: chi mi critica lo faccia con la verità, Rubio arrivato in Vaticano

L'arcivescova di Canterbury e Papa Leone XIV: "Superare le divergenze per essere testimoni di pace"