Marco Rubio ha avuto un'udienza nel Palazzo Apostolico con il Papa e a seguire un colloquio con l'omologo vaticano Pietro Parolin. Si è discusso di temi internazionali e delle accuse recenti del presidente Usa al Pontefice. Il segretario di Stato tiene incontri con il governo italiano venerdì
Leone XIV e Marco Rubio "hanno discusso della situazione in Medio Oriente e di questioni di interesse comune nell'emisfero occidentale" durante un incontro in Vaticano, dove il segretario di Stato Usa è arrivato nella tarda mattinata di giovedì a poche ore dal nuovo botta e risposta tra il presidente Donald Trump e il Papa.
Il Dipartimento di Stato Usa ha riportato in un comunicato che "l'incontro ha sottolineato il solido rapporto tra gli Stati Uniti e la Santa Sede e il loro impegno comune a favore della promozione della pace e della dignità umana".
Rubio è stato poi ricevuto dall'omologo della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, per una visita durata circa due ore e mezzo in totale. Il segretario di Stato era accompagnato dall'ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Burch, ed è entrato nel Palazzo Apostolico vaticano poco dopo l'uscita del premier polacco Donald Tusk ricevuto anch'egli dal Pontefice.
L'ex senatore della Florida, cattolico di origini cubane, era già stato in visita dal Pontefice il 19 maggio 2025, insieme al vicepresidente JD Vance, per consegnare una lettera di Trump con l'invito a visitare gli Stati Uniti.
Parolin e Rubio hanno discusso "degli sforzi per raggiungere una pace duratura in Medioriente", secondo il portavoce del segretario di Stato Usa.
Il cardinale italiano aveva dichiarato alla vigilia che avrebbe parlato con l'inviato statunitense di "tutti i temi più caldi'' di politica internazionale come l'America Latina e Cuba".
Quanto agli attacchi frontali del Trump al Pontefice, il segretario di Stato vaticano aveva commentato che "il Papa fa quello che deve fare" e che "attaccarlo in questa maniera mi pare perlomeno un po' strano", ribadendo tuttavia che gli "Usa restano un interlocutore imprescindibile''.
Secondo una ricostruzione dell'agenzia Italpress, Leone XIV avrebbe replicato alle giustificazioni espresse da Rubio con un ampio sorriso e una battuta in slang americano che intendeva "lasciamo perdere".
"Gli attacchi di Trump al Papa, che parla di pace, sono indecenti. Per noi il diritto internazionale va ricostruito per dire basta alla guerra", ha detto il cofondatore Angelo Bonelli in un flash mob di Alleanza Verdi Sinistra in via della Conciliazione a Roma, "noi diciamo con forza 'Basta guerra, Basta armi, per dare una prospettiva di pace al Pianeta".
Un altro presidio di protesta sarà organizzato alle 15 di venerdì in Piazza Santi apostoli a Roma, in concomitanza degli incontri di Rubio con il governo italiano.
La missione di Marco Rubio con l'Italia dopo il Vaticano
Il secondo giorno della visita a Roma di Rubio è dedicata all'Italia. Venerdì il segretario Usa incontra la premier, Giorgia Meloni, e diversi ministri, tra cui quello agli Esteri, Antonio Tajani.
"Una soluzione diplomatica è l'unica strada verso una pace duratura" con l'Iran, "siamo pronti a fare la nostra parte a Hormuz, in un'operazione multilaterale difensiva, quando le condizioni lo consentiranno", ha dichiarato Tajani auspicando il ritorno della libera navigazione dal Golfo Persico dei carichi di energia e di fertilizzanti destinati all'Europa.
La posizione dell'Italia sull'Iran, sempre chiara da parte del governo in "chiave difensiva" in linea con i partner dell'Unione europea, è stata criticata pesantemente da Trump come "mancanza di coraggio" da parte di Meloni.
In questo senso il presidente Usa ha parlato di un "probabile" ritiro dei soldati Usa dalle basi italiane, sulla scia di quanto ordinato in Germania (seppure solo per 5mila militari su oltre 30mila). Un'ipotesi che sembra tuttavia rientrare nella strategia dialettica e negoziale della Casa Bianca che in una reale incrinatura dei rapporti tra Roma e Washington.