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L'arcivescova di Canterbury e Papa Leone XIV: "Superare le divergenze per essere testimoni di pace"

L'incontro tra l'arcivescovo di Canterbury Sarah Mullally e Papa Leone XIV, in Vaticano, il 27 aprile 2026
L'incontro tra l'arcivescovo di Canterbury Sarah Mullally e Papa Leone XIV, in Vaticano, il 27 aprile 2026 Diritti d'autore  Vatican Media
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Di Andrea Barolini
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Per la prima volta una donna a capo della Chiesa anglicana viene ricevuta in Vaticano. Per Sarah Mullally si tratta di un pellegrinaggio di quattro giorni, nel corso dei quali sarà accompagnata da Papa Leone XIV

"Siamo chiamati a predicare il Vangelo con rinnovata chiarezza. Di fronte alla violenza disumana, alle divisione profonde e ai cambiamenti sociali, dobbiamo raccontare una storia di speranza”.

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È con queste parole che l'arcivescova di Canterbury, Sarah Mullally, si è rivolta a Papa Leone XIV, nel corso di una visita in Vaticano nella quale entrambi hanno sottolineato la necessità di costruire ponti e superare le divergenze per essere testimoni di pace.

È il primo incontro da sessant'anni dopo quello tra Paolo VI e Michael Ramsey

Quello tra il pontefice e la più alta autorità religiosa della Chiesa anglicana, insediatasi lo scorso 25 marzo, è il primo incontro ufficiale in Vaticano da ormai sessant'anni: il precedente risale infatti al 1966, quando Paolo VI accolse l'arcivescovo Michael Ramsey. Si tratta anche della prima volta che una donna che ricopre tale carica viene accolta nella Santa Sede.

Mullally, riferisce Vatican News, “si è recata in preghiera presso la tomba di San Paolo nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, a Roma, luogo dove fu firmata la Dichiarazione congiunta della Chiesa cattolica e della Comunione anglicana". Le due autorità religiose hanno quindi sottolineato l'utilità di relazioni più strette e concentrate sul rifiuto della guerra. “Sarebbe uno scandalo - ha affermato Leone XIV - non impegnarsi per superare le nostre differenze, per quanto possano sembrare insormontabili”.

Papa Leone XIV: "Sarebbe uno scandalo non impegnarsi per superare le differenze”

Papa Prevost ha quindi sottolineato l'importanza di far sì che la pace che occorre ricercare nel mondo sia "disarmata" perché "Cristo ha sempre risposto alla violenza e all’aggressione in modo disarmato, invitandoci a fare altrettanto".

Per l'arcivescova di Canterbury quello a Roma è un pellegrinaggio di quattro giorni, che prevede tra le altre cose incontri con alcuni funzionari del dicastero per il Servizio dell'unità dei cristiani, una visita ai Musei Vaticani, nonché alle basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore.

A partecipare è anche monsignor Richard Moth, arcivescovo cattolico romano di Westminster, a sottolineare la volontà di unità tra le Chiese. “Le divisioni tra i cristiani indeboliscono la nostra capacità di essere efficaci portatori di pace. Se vogliamo che il mondo accolga a cuore la nostra predicazione, dobbiamo essere costanti nelle nostre preghiere e nei nostri sforzi per rimuovere qualsiasi pietra di inciampo che ostacoli la proclamazione del Vangelo”, ha affermato Prevost.

L'arcivescova Mullally: "Lavorare insieme per il bene comune"

Mullally ha da parte sua dichiarato che le Chiese devono impegnarsi nel ricordare “che ogni vita umana ha un valore infinito perché siamo figli preziosi di Dio; che la famiglia umana è chiamata a vivere come fratelli e sorelle; che dobbiamo quindi lavorare insieme per il bene comune; che i più poveri tra noi sono i più vicini al cuore di Dio; e che le forze della morte sono vinte dalla vita risorta di Cristo”.

L'arcivescova di Canterbury ha quindi ringraziato Leone XIV per il recente viaggio in Africa, giudicandolo “pieno di vita e di gioia. Il mondo ha bisogno di questo messaggio in questo momento”. La stessa Mullally, nel prossimo mese di luglio, si recherà in missione in Ghana e Camerun, per stare vicino al prossimo “nella sofferenza e nella tristezza, ma anche nella guarigione e nella gioia".

La leader anglicana si è infine detta "grata che questa mattina ci si possa unire in preghiera. Nei prossimi anni, rimarrò unita a voi nella preghiera per la pace nel nostro mondo, per la giustizia, e affinché ogni persona possa arrivare a scoprire la pienezza di vita che Dio offre”.

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