Alla vigilia della visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano, si riaccende lo scontro verbale tra il presidente degli Stati Uniti e il Papa.
Il 5 maggio, in serata, il Papa si è fermato con un gruppo di giornalisti fuori da Villa Barberini, la sua residenza a Castel Gandolfo a circa 25 chilometri da Roma, per rispondere alle ultime critiche di Trump secondo il quale il Pontefice riterrebbe accettabile il fatto che l’Iran possegga l’arma nucleare, mettendo a rischio tutti i cattolici.
Il Pontefice, sottolineando che il presidente americano starebbe travisando le sue parole, ha affermato che la Chiesa cattolica "da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c'è nessun dubbio".
Leone ha inoltre ribadito che il suo appello alla pace e al dialogo nella guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran è di ispirazione biblica. "La missione della Chiesa è predicare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per aver annunciato il Vangelo, lo faccia con la verità", ha aggiunto.
Il botta e risposta Trump-Leone XIV
Il Papa, infatti, non ha affermato che l'Iran debba dotarsi di armi nucleari, ma ha auspicato ulteriori colloqui di pace e ha criticato la guerra con l'Iran in generale e le minacce di Trump di attacchi di massa contro i civili.
Papa Leone ha inoltre sottolineato che le sue parole scaturiscono dalla lettura e dalla riflessione circa gli insegnamenti biblici e della Chiesa, e non parlerebbe come un rivale politico di Trump.
In un'intervista andata in onda lunedì sul network conservatore Salem News Channel al presentatore radio Hugh Hewitt Trump aveva affermato che il primo pontefice nato in America sta aiutando l'Iran e sta anche rendendo il mondo meno sicuro con i suoi discorsi sull'importanza di non trattare gli immigrati con mancanza di rispetto.
"Il Papa preferisce parlare del fatto che per l'Iran va bene avere un'arma nucleare", aveva detto Trump. "Non credo che sia una cosa molto buona. Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone".
Le reazioni del governo italiano
Lo scontro arriva alla vigilia della visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano che avrebbe come obiettivo dichiarato quello di ricucire lo strappo di tre settimane fa. Venerdì 8 maggio, Rubio sarà inoltre ricevuto da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. La premier italiana tre settimane fa definì "inaccettabili" gli attacchi di Trump a Leone XIV, ma questa volta, per ora, non ha commentato apertamente.
È stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, pur senza mai nominare Trump, a condannare "attacchi né condivisibili né utili alla causa della pace" e a ribadire il sostegno del governo "ad ogni azione e parola" del Papa. L'8 maggio, l'inviato di Trump sarà ricevuto alla Farnesina dal ministro degli Esteri prima di presentarsi a Palazzo Chigi.