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Dove si trova la MV Hondius? Posizione in tempo reale della nave, Iss esclude casi in Italia

MV Hondius, posizionamento in tempo reale
MV Hondius, posizionamento in tempo reale Diritti d'autore  VesselFinder
Diritti d'autore VesselFinder
Di Jesús Maturana
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Ecco come seguire il viaggio della nave da crociera MV Hondius da Capo Verde alle Isole Canarie, dove ancorerà e inizierà il processo di estrazione di infetti e passeggeri

Ecco il monitoraggio in tempo reale della nave MV Hondius, dove è in corso un focolaio di hantavirus. L’Oms ha confermato cinque infezioni, escludendo però qualsiasi rischio di pandemia: “Non è il prossimo Covid”.

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Tre persone sono già morte sulla nave da crociera olandese, che da Capo Verde si sta dirigendo verso le Isole Canarie, nel porto di Granadilla de Abona (Tenerife).

Le misure previste prevedono che la nave da crociera ancori al largo della costa e che i suoi 144 passeggeri vengano trasferiti all'aeroporto con delle barche. I passeggeri spagnoli, 14 persone, saranno portati all'ospedale Gómez Ulla dove sarà effettuata una quarantena obbligatoria di 45 giorni. Il resto dell'equipaggio sarà trasferito nei rispettivi Paesi.

La MV Hondius è salpata il 1° aprile da Ushuaia (Argentina) per attraversare l'Atlantico meridionale. La prima vittima è deceduta l'11 aprile e sua moglie è sbarcata, insieme a più di 30 altre persone, sull'isola di Sant'Elena ed è morta il 26 aprile a Johannesburg. La terza vittima è una donna tedesca che il due maggio ha sviluppato i sintomi di una polmonite.

A bordo della MV Hondius si trovano attualmente circa 90 persone di 23 nazionalità, tra cui 38 filippini (membri dell'equipaggio), 23 britannici, 17 americani e 14 spagnoli (cinque catalani, tre di Madrid, tre delle Asturie, uno di Castilla-Leon, uno galiziano e uno di Valencia). L'arrivo a Tenerife è previsto per domenica 10 maggio.

Oms: assistente di volo olandese negativa all'hantavirus

L'assistente di volo che era entrato in contatto con una passeggera della nave da crociera che si era ammalata, era stata fatta scendere da un aereo della KLM ed era poi deceduta a causa del virus in Sudafrica, è risultata negativa al test per identificare il virus.

L'hostess presentava sintomi lievi riconducibili hantavirus ed era stata ricoverata in un ospedale di Amsterdam, ma dopo l'analisi è risultata negativa al test per il virus, ha comunicato venerdì l'Organizzazione mondiale della sanità.

Iss: cosa sapere sull'hatanvirus

Nel frattempo, l'Istituto superiori di sanità italiano ha pubblicato un vademecum sul virus, spiegando eventuali rischi e possibilità di contagio.

"Il 2 maggio 2026 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Al 6 maggio 2026 sono stati identificati sette casi (cinque casi di hantavirus confermati in laboratorio e due casi sospetti), tra cui tre decessi. Il virus è stato identificato come hantavirus delle Ande", si legge nella scheda dell'Iss.

Cosa sono gli hantavirus?

Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e vengono occasionalmente trasmessi all'uomo, prosegue l'Iss. L'infezione nell'uomo può causare gravi malattie e spesso la morte, sebbene le patologie varino a seconda del tipo di virus e dell'area geografica.

Diverse specie di orthohantavirus possono causare malattie nell'uomo, tra cui i virus Andes (ANDV) e Sin Nombre (SNV) nelle Americhe e i virus Puumala e Dobrava in Europa. Nelle Americhe, l'infezione è nota per causare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HCPS), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore, mentre in Europa e in Asia gli hantavirus sono noti per causare la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni.

Le infezioni da hantavirus sono relativamente rare a livello globale. Nel 2025, nella Regione delle Americhe, otto Paesi hanno segnalato 229 casi e 59 decessi con un tasso di letalità del 25,7%. Nella Regione europea, nel 2023 sono state segnalate 1885 infezioni da hantavirus (0,4 per 100.000), segnando il tasso più basso osservato tra il 2019 e il 2023.

Nell'Asia orientale, in particolare in Cina e nella Repubblica di Corea, la febbre emorragica da hantavirus con sindrome renale (HFRS) continua a causare migliaia di casi ogni anno, sebbene l'incidenza sia diminuita negli ultimi decenni. Ad oggi non ci sono segnalazioni di casi umani di infezione sul territorio nazionale italiano.

Come si trasmettono?

L'infezione da Hantavirus umano si contrae principalmente attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti o toccando superfici contaminate. L'esposizione si verifica in genere durante attività come la pulizia di edifici infestati da roditori, sebbene possa verificarsi anche durante le normali attività in aree fortemente infestate. I casi umani sono più comunemente segnalati in ambienti rurali, come foreste, campi e fattorie, dove sono presenti roditori e le opportunità di esposizione sono maggiori. Sebbene non comune, è stata segnalata una limitata trasmissione interumana della sindrome polmonare da ipersensibilità (HPS) in contesti comunitari che prevedono contatti stretti e prolungati.

Ad oggi, la possibilità di trasmissione interumana è stata documentata esclusivamente per il virus Andes, diffuso principalmente in Argentina e Cile, che è anche quello che secondo le prime analisi ha causato il focolaio sulla nave. Infezioni secondarie tra gli operatori sono state precedentemente documentate nelle strutture sanitarie, sebbene rimangano rare.

Quali sono i sintomi?

La sindrome da hantavirus umano (HPS) è caratterizzata da mal di testa, vertigini, brividi, febbre, mialgia e problemi gastrointestinali, come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale, seguiti da improvvisa difficoltà respiratoria e ipotensione. I sintomi dell'HPS si manifestano in genere da 2 a 4 settimane dopo l'esposizione iniziale al virus. Tuttavia, i sintomi possono comparire già dopo una settimana e fino a otto settimane dopo l'esposizione.

Non esiste un trattamento antivirale specifico autorizzato o un vaccino contro l'infezione, la terapia è di supporto e si concentra su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. L'accesso precoce alla terapia intensiva, quando clinicamente indicato, migliora gli esiti, in particolare per i pazienti con sindrome cardiopolmonare.

Qual è il rischio per la popolazione generale?

l rischio di contagio da hantavirus originatosi da questo focolaio sulla nave da crociera per la popolazione generale dell'Ue/Se è molto basso secondo l’Ecdc. Le autorità portuali sono state allertate e invitate a utilizzare dispositivi di protezione individuale e precauzioni adeguate in caso di contatto con casi sospetti.

In linea generale, “Anche qualora si verificasse una trasmissione dai passeggeri evacuati dalla nave – scrive il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie -, il virus non si trasmette facilmente, pertanto è improbabile che causi numerosi casi o un'epidemia diffusa nella comunità, a condizione che vengano applicate le misure di prevenzione e controllo delle infezioni”. Inoltre, il serbatoio naturale dell'ANDV non è presente in Europa, quindi non si prevede l'introduzione del virus nella popolazione di roditori e una potenziale trasmissione dai roditori all'uomo in Europa".

Cosa posso fare per proteggermi?

Prevenire l'infezione da hantavirus dipende principalmente dalla riduzione dei contatti tra persone e roditori. Nel caso del virus Andes a queste si aggiungono le normali precauzioni per limitare il rischio di contagi da malattie respiratorie, come l’igiene delle mani, l’‘etichetta respiratoria’ (ad esempio coprendo le vie aeree quando si tossisce e si starnutisce), distanziamento fisico.

Le misure efficaci contro i roditori includono:

- mantenere puliti gli ambienti domestici e i luoghi di lavoro, riducendo la presenza di fonti di cibo e rifugi per i roditori

- sigillare aperture, crepe e punti di accesso che possano consentire l’ingresso dei roditori negli edifici

- conservare alimenti e rifiuti in contenitori chiusi e protetti

- adottare procedure di pulizia sicure nelle aree contaminate da roditori o dai loro escrementi

- evitare di spazzare o aspirare a secco urine, feci o materiali contaminati dai roditori, per prevenire l’aerosolizzazione delle particelle virali

- inumidire preventivamente le superfici contaminate con detergenti o disinfettanti prima della pulizia

- lavare accuratamente le mani dopo attività a rischio o contatti con materiali potenzialmente contaminati

Per gli ultimi aggiornamenti sulla situazione e sulla risposta internazionale l'Iss consiglia di consultare le pagine dedicate dell'Oms e dell'Ecdc.

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