Nove mesi dopo che l'Unione europea e gli Stati Uniti hanno raggiunto un controverso accordo commerciale, i negoziati rimangono in stallo perché gli eurodeputati resistono alle richieste di accelerare l'approvazione e chiedono clausole di salvaguardia e date di scadenza
Giovedì la Commissione europea ha insistito sul fatto che sono stati fatti "progressi" nei colloqui notturni tra eurodeputati e funzionari degli Stati membri sull'attuazione dell'accordo commerciale Ue-Usa dello scorso agosto, precisando che il processo è rimasto "pienamente in linea con l'iter legislativo standard".
La realtà, però, è che le distanze tra i negoziatori non sono di certo mancate. Nove mesi dopo che il controverso accordo è stato raggiunto al campo da golf di Turnberry tra Bruxelles e Washington, l'intesa rimane invischiata in complesse discussioni tra i parlamentari europei, la Commissione e gli Stati membri. Con le divisioni che si sono inasprite proprio dopo che Donald Trump ha aumentato la pressione sull'Europa, minacciando l'introduzione di nuovi dazi.
L'accordo prevede l'abolizione dei prelievi doganali europei su numerosi beni industriali statunitensi e la limitazione di quelli statunitensi al 15 per cento. Ma nel fine settimana Trump, frustrato dai ritardi, ha minacciato di imporre dazi del 25 per cento su auto e altri veicoli europei, se l'Ue non sarà in grado di far entrare in vigore l'accordo.
Šefčovič parla di "atmosfera costruttiva", ma i negoziati procedono con fatica
I negoziati a tre di mercoledì sera tra il commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič, gli eurodeputati e i governi dei Paesi membri si sono interrotti dopo sei ore di colloqui, tra la feroce resistenza di diversi gruppi politici del Parlamento europeo. Sebbene Šefčovič abbia parlato di "atmosfera costruttiva", lo stallo ha portato a fissare un nuovo incontro per il 19 maggio.
Mentre la Commissione e la maggior parte dei Paesi dell'Ue vogliono che l'accordo sia approvato rapidamente, gli eurodeputati si rifiutano di scendere a compromessi durante i colloqui, chiedendo meccanismi di salvaguardia nel caso in cui Washington violasse l'accordo. I negoziatori non sono inoltre riusciti a trovare un accordo sulla richiesta dei parlamentari di introdurre una clausola di sospensione, che consentirebbe all'Ue di congelare immediatamente l'accordo nel caso in cui Trump minacci l'integrità territoriale europea, come ha fatto all'inizio di quest'anno suggerendo che gli Stati Uniti potrebbero annettere la Groenlandia.
Salvaguardie, sospensione in caso di minacce di Trump e scadenze: le richieste degli eurodeputati
Un'altra misura richiesta dagli eurodeputati è una via d'usita nel caso in cui un'ondata di importazioni statunitensi distorca la concorrenza all'interno del mercato unico europeo. Il capo negoziatore del Parlamento, l'eurodeputato tedesco Bernd Lange, ha dichiarato inoltre ai negoziatori che l'Ue ha bisogno di una clausola di scadenza dell'accordo, che farebbe decadere automaticamente gli sgravi doganali alla fine di marzo 2028, a meno che non vengano esplicitamente rinnovati.
Gli eurodeputati si sono opposti poi agli appelli ad accettare immediatamente l'accordo, affermando che non sarebbero stati precipitosi, nonostante le pressioni congiunte di governi, Commissione, industrie e Stati Uniti. Anzi, sostengono che le minacce dello stesso Trump - e il suo comportamento giudicato irregolare - rendono le salvaguardie ancora più necessarie.
"Non siamo qui per farci intimidire. Ci vuole un po' di tempo, ma questo è il normale processo legislativo dell'Ue e stiamo lavorando in modo costruttivo", ha dichiarato una fonte del gruppo dei Socialisti e democratici a Euronews. "Il Parlamento non sta bloccando l'accordo, stiamo lavorando per attuarlo", ha precisato l'eurodeputata dei Verdi/Efa Anna Cavazzini.
I funzionari dell'Ue si dicono in ogni caso fiduciosi
Tuttavia, i funzionari del Parlamento hanno spiegato a Euronews di restare fiduciosi rispetto al fatto che l'accordo possa essere approvato entro le prossime due settimane, con i deputati che prenderanno in considerazione una riunione straordinaria la prossima settimana per accelerare il processo.
"Prima riusciamo a chiudere il processo negoziale, prima diamo certezze alle imprese e maggiore prevedibilità in una situazione turbolenta", ha dichiarato a Euronews l'eurodeputato del Partito Popolare Europeo Jörgen Warborn, uno dei negoziatori dell'accordo.