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Vertice di Cipro, Ue divisa sulle misure anti-crisi per l'economia: Italia chiede deroghe ai bilanci

I leader dell'UE e del Medio Oriente posano per una foto di famiglia del vertice UE a Nicosia, 24 aprile 2026
I leader dell'UE e del Medio Oriente posano per una foto di famiglia del vertice UE a Nicosia, 24 aprile 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Petros Karadjias
Diritti d'autore AP Photo/Petros Karadjias
Di Eleonora Vasques & Gabriele Barbati
Pubblicato il
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I leader dell'Unione Europea hanno discusso a Cipro di misure di emergenza per fronteggiare la crisi economica scatenata dalla guerra. Con i leader regionali, invece, colloqui su diplomazia e garanzie per favorire la fine del conflitto con l'Iran

I leader dell’Ue riuniti in un vertice informale a Cipro si sono impegnati venerdì a rafforzare la sicurezza e i legami economici con i partner del Medio Oriente e hanno discusso dell’aumento dei prezzi dell’energia a livello globale dovuto alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

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L'interruzione delle forniture ha fatto impennare i prezzi dell'energia in tutta Europa, suscitando timori di carenze di scorte e danni economici sul lungo termine, incluso in Italia, tanto da spingere la premier Giorgia Meloni a ipotizzare la necessità di uno scostamento dal Patto di stabilità.

Von der Leyen: "La nostra bolletta energetica è aumentata di 25 miliardi di euro"

I leader dell'Ue hanno discusso una serie di nuove misure presentate dalla Commissione europea all'inizio della settimana, come programmi sociali, riduzioni fiscali e sussidi per le tecnologie verdi.

"Dall’inizio di questo conflitto, la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 25 miliardi di euro senza un solo incremento di energia disponibile", ha dichiarato la presidente della Commissione europea.

"Dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili, perché ci rendono vulnerabili alle crisi", ha aggiunto Ursula von der Leyen.

La presidente non fatto concessioni invece sui margini di spesa richiesti da diversi governi europei, escludendo l'attivazione della clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità, poiché le attuali condizioni economiche non giustificherebbero una sospensione del rigore di bilancio.

La strategia di Bruxelles si concentra piuttosto sull'ottimizzazione delle risorse già disponibili, per esempio i circa 95 miliardi di euro ancora inutilizzati del Next Generation EU per investire massicciamente in infrastrutture, reti energetiche e tecnologie per l'accumulo, puntando inoltre a una semplificazione normativa per accelerare i processi di autorizzazione.

La posizione di Italia, Spagna e Germania a Nicosia

Giorgia Meloni ha giudicato la risposta della Commissione troppo timida e inadeguata a sostenere le economie con spazi fiscali limitati.

La premier ha ribadito la necessità di scorporare le spese per la crisi energetica dal calcolo del deficit, sul modello di quanto già fatto per le spese di difesa, per evitare di accentuare le disparità tra gli Stati membri.

Il vertice di Nicosia ha riacceso di fatto la frattura tra il fronte dei Paesi "frugali" e quelli favorevoli a una maggiore flessibilità. Mentre la Spagna di Pedro Sanchez si è allineata alle posizioni italiane, il blocco rigorista composto da Germania e Paesi Bassi si è mostrato inamovibile.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier olandese Rob Jetten hanno respinto fermamente l'ipotesi di emissione di debito comune o di aumento della spesa, proponendo invece una riallocazione delle risorse e una riduzione complessiva del bilancio europeo per il periodo 2028-2034.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente siriano Ahmad al-Sharaa partecipano a una conferenza stampa a Nicosia, 24 aprile 2026.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente siriano Ahmad al-Sharaa partecipano a una conferenza stampa a Nicosia, 24 aprile 2026 AP Photo

Il fronte comune dell'Ue con i partner del Medio Oriente

Von der Leyen ha inoltre dichiarato che si sta lavorando per rafforzare i legami economici, commerciali e politici con Giordania, Egitto, Siria e le monarchie del Golfo, e ha proposto di allargare questi partenariati al settore della difesa.

"Potremmo prendere in considerazione la possibilità di ampliare la portata di missioni come l'operazione Aspides, passando dalla semplice protezione a un sofisticato coordinamento marittimo congiunto".

Aspides è la missione navale dell'Ue nel Mar Rosso, lanciata nel 2024 per prevenire gli attacchi alle navi commerciali da parte delle forze ribelli Houthi sostenute dall'Iran.

"La minaccia della proliferazione di massa di droni e missili è purtroppo una realtà condivisa. Dovremmo istituire una cooperazione strutturale per aumentare la produzione nella difesa", ha aggiunto von der Leyen.

Il Presidente del Consiglio europeo António Costa parla durante una conferenza stampa dopo il Vertice UE a Nicosia, 24 aprile 2026.
Il Presidente del Consiglio europeo António Costa parla durante una conferenza stampa dopo il Vertice UE a Nicosia, 24 aprile 2026 AP Photo

A Nicosia i 27 dell'Ue hanno ricevuto i leader di Libano, Egitto, Siria e Giordania, così come il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

"L’attuale situazione dimostra chiaramente quanto la sicurezza dell’Europa sia strettamente legata a quella del Medio Oriente e quanto la nostra cooperazione in materia di sicurezza e difesa sia diventata vitale", ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo António Costa durante una conferenza stampa dopo i colloqui.

Non sono state prese decisioni formali ma il vertice ha offerto l'opportunità di scambiare opinioni sulla situazione in Libano e nel Golfo, e sulle conseguenze economiche del blocco dello Stretto di Hormuz per l'Europa.

"I recenti cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, Israele e Libano sono sviluppi positivi. Ora tutte le parti devono impegnarsi in buona fede per raggiungere la pace. L’Unione Europea non è parte del conflitto, ma farà parte della soluzione", ha detto Costa.

I fedeli iraniani pregano il venerdì nel campus dell'Università di Teheran, 24 aprile, 2026
I fedeli iraniani recitano la preghiera del venerdì nel campus dell'Università di Teheran, 24 aprile 2026 AP Photo

Gli scontri sono attualmente sospesi sia in Iran sia in Libano. All’inizio di questa settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che un cessate il fuoco con l’Iran, che sarebbe dovuto scadere il 22 aprile, è stato prorogato a tempo indeterminato.

Giovedì Trump ha affermato che la sospensione delle ostilità tra Israele e Hezbollah in Libano è stata estesa per tre settimane.

Nel frattempo, la Casa Bianca ha annunciato venerdì sera che l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno in Pakistan sabato per un secondo round di negoziati.

I funzionari europei hanno avanzato l’idea di una forza multinazionale per scortare le navi commercialie sminare lo Stretto di Hormuz, ma il piano è ancora in una fase iniziale e non è chiaro se verrà attuato.

Anche se i leader dell'Ue stanno evitando un coinvolgimento diretto nella guerra, puntano a fornire sostegno ai Paesi mediorientali che considerano partner strategici nei settori dell'energia, della migrazione e della digitalizzazione.

Il presidente siriano ad interim Ahmed al-Sharaa era tra le figure regionali chiave presenti ai colloqui. L'ex miliziano jihadista, una volta sulla blacklist dell'Ue, ha ribadito l'importanza delle relazioni bilaterali con il blocco, definendole "essenziali per garantire la sicurezza globale e la stabilità delle catene di approvvigionamento".

Allo stesso tempo, ha chiesto alla comunità internazionale di "sostenere le proprie responsabilità nell'affrontare tutte le forme di aggressione israeliana che colpiscono la nostra terra e i nostri territori".

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