Gli esperti avvertono che i dati ufficiali sui decessi legati alle ondate di calore sono gravemente sottostimati.
In India si sta vivendo un'estate torrida, con temperature nello stato settentrionale dell'Uttar Pradesh che a maggio hanno superato i 48 °C.
Uno studio recente mette in luce i pericoli di questi picchi di temperatura sempre più estremi. Secondo le stime, una sola giornata di caldo estremo provoca in India circa 3.400 decessi in eccesso.
Una ondata di calore di cinque giorni è collegata a quasi 30.000 morti aggiuntive, secondo l'articolo (fonte in inglese) pubblicato il mese scorso sulla rivista Frontiers in Environmental Health.
Queste ondate di calore stanno diventando più frequenti, prolungate e intense man mano che il cambiamento climatico, alimentato dalla combustione di combustibili fossili, spinge le temperature globali verso l'alto. Gli ultimi 11 anni, dal 2015 al 2025, sono stati i più caldi mai registrati, secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO).
Perché le stime sono così più elevate dei dati ufficiali?
I conteggi ufficiali dei morti per ondate di calore in India sono molto più bassi, tra 500 e 1.500 all'anno a livello nazionale. Ma gli esperti avvertono che si tratta di una grave sottostima, dovuta alla mancanza di un monitoraggio uniforme e al mancato calcolo degli impatti indiretti, come il peggioramento di patologie preesistenti.
Lo studio è il primo tentativo di colmare questo gap, fornendo dati dettagliati per tutti i 765 distretti del Paese. Tiene inoltre conto dell'intero impatto nascosto del caldo, considerando tutti i decessi in eccesso durante una ondata di calore e non solo quelli direttamente attribuiti a colpi di calore o eventi estremi legati alle alte temperature.
In assenza di dati omogenei su tutto il territorio nazionale, i ricercatori hanno analizzato i dati storici di 10 città indiane in diverse zone climatiche, concentrandosi sui tassi di mortalità in eccesso durante le ondate di calore. Hanno poi associato ciascuno dei 765 distretti dell'India alla città con il clima più simile, per stimare quanti decessi aggiuntivi si verifichino nei periodi di caldo intenso.
Il dipartimento meteorologico indiano dichiara una ondata di calore quando le temperature raggiungono almeno 40 °C nelle pianure o almeno 30 °C nelle zone collinari. Perché sia classificata come tale, la temperatura massima deve essere superiore di almeno 4,5 °C alla media normale dell'area per almeno due giorni consecutivi.
Sommando i dati di tutti i distretti per ottenere i totali nazionali e statali, i ricercatori hanno calcolato che una sola giornata estremamente calda è collegata a circa 3.400 decessi in eccesso in tutta l'India. Una ondata di calore di cinque giorni è associata a circa 30.000 morti aggiuntive.
Gli impatti maggiori si registrano in stati come l'Uttar Pradesh, che da solo rappresenta circa 8.100 decessi in eccesso durante una ondata di calore di cinque giorni. Singoli distretti come Ahmedabad, Jaipur e Surat hanno superato ciascuno i 250 morti in eccesso in un singolo episodio.
Gli autori sottolineano che si tratta comunque di stime prudenziali, basate su valori storici di riferimento delle temperature e su estrapolazioni da dati urbani. L'aumento delle temperature, unito alle particolari vulnerabilità delle aree rurali (lavoro all'aperto, minore accesso all'aria condizionata e alle cure mediche, tassi più elevati di povertà e di patologie pregresse), probabilmente significa che i numeri reali sono ancora più alti.
Servono maggiori tutele per i cittadini più vulnerabili dell'India
Lo studio evidenzia la necessità di protezioni più efficaci per i cittadini indiani durante le ondate di calore, soprattutto nelle aree più calde e densamente popolate. Ciò include piani d'azione contro il caldo più mirati a livello locale, infrastrutture sanitarie adeguate ai rischi climatici e solidi sistemi di allerta precoce.
La ricerca mette inoltre in luce profonde disuguaglianze. I cinque stati con il più alto carico di mortalità dovuta alle ondate di calore concentrano il 66 per cento dei decessi in eccesso a livello nazionale, ma producono solo il 29 per cento del PIL indiano. In altre parole, le aree con meno risorse per finanziare l'adattamento sono anche quelle esposte ai rischi maggiori. Secondo gli autori, questo dovrebbe portare a ripensare la destinazione degli investimenti federali per la resilienza al caldo.
Le conclusioni dello studio hanno implicazioni ben oltre i confini dell'India. Gli autori ricordano che molti Paesi dell'Asia meridionale e dell'Africa subsahariana affrontano una combinazione simile di caldo estremo, infrastrutture sanitarie limitate e scarsi sistemi di sorveglianza della mortalità. Il metodo usato per i distretti indiani potrebbe quindi diventare un modello per stimare un bilancio di vittime che altrove rimane in gran parte invisibile.
Morti legate al caldo in Europa
Le implicazioni riguardano da vicino anche l'Europa. Uno studio dei ricercatori dell'Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha stimato che il cambiamento climatico è stato responsabile di circa 16.500 morti aggiuntive in 854 città europee durante l'estate del 2025, pari al 68 per cento di tutti i decessi legati al caldo registrati in quella stagione.
Durante l'estate da record del 2024, oltre 62.000 persone sono morte a causa dell'ondata di calore che ha colpito l'Europa.
In Spagna, il solo maggio 2026 ha fatto registrare un record di 101 morti legate al caldo, 3,6 volte la media mensile dell'ultimo decennio, prima ancora dell'inizio dell'estate. Il ministro della Salute ha avvertito che il caldo arriva ormai quando il corpo non ha ancora avuto il tempo di acclimatarsi.
Con il continuo aumento delle emissioni, lo studio indiano mette in evidenza la reale dimensione umana di una crisi che i dati ufficiali hanno appena iniziato a cogliere.