La Procura indaga sull'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, un avvocato e un imprenditore. I tre avrebbero cercato di influenzare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo
La Procura di Roma ha aperto un'indagine per corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio nell'ambito del progetto del ponte sullo Stretto di Messina.
Secondo una nota firmata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, all'alba di martedì i Carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni a carico di tre persone in case e uffici tra la capitale, la provincia di Frosinone e quella di Reggio Calabria.
Tra gli indagati c'è Tommaso Miele, magistrato ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, andato in pensione nel febbraio scorso.
Iscritti al registro degli indagati sono anche Giacomo Francesco Saccomanno, avvocato ex commissario della Lega in Calabria ed ex consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina S.p.A., e Vincenzo Virgiglio, imprenditore reggino residente a Roma, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria".
I tre sono indagati in concorso tra loro per corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e uso di segreti d'ufficio.
Le accuse sono attualmente al vaglio dell'autorità giudiziaria e dovranno essere verificate nel corso delle indagini.
Le accuse
Secondo la Procura di Roma, i tre indagati avrebbero cercato di condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del Ponte.
Saccomanno e Virgiglio avrebbero avvicinato Miele promettendogli sostegno per ottenere incarichi di vertice in enti pubblici o società partecipate dopo il pensionamento.
In cambio, il magistrato avrebbe fornito aggiornamenti sull'andamento della procedura interna alla Corte, rivelando le posizioni espresse da altri colleghi e i dettagli delle riunioni plenarie della Camera di Consiglio.
Saccomanno e Virgiglio avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati e avrebbero rivelato a soggetti terzi notizie coperte da segreto acquisite tramite Miele.
Un passaggio cruciale dell'inchiesta riguarda le conseguenze del parere negativo emesso dalla Corte dei Conti il 29 ottobre 2025. Dopo quella decisione, Miele si sarebbe impegnato a predisporre una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della Stretto di Messina S.p.A., con l'obiettivo di rafforzare la linea difensiva della società davanti alla Corte.
Saccomanno attacca: "Inchiesta aberrante, vogliono colpire Salvini"
Nel pomeriggio di martedì è arrivata la reazione di uno dei tre indagati, Giacomo Francesco Saccomanno.
"È tutto aberrante, basta leggere quanto mi contesta la Procura e si vede che sono fatti che non stanno assieme, fuori da ogni logica giuridica e razionale", ha dichiarato all'agenzia AdnKronos.
"Non mi risulta di aver mai parlato con Miele del parere della Corte dei Conti, non ho avuto alcun rapporto di questo tipo", dice l'ex commissario della Lega in Calabria. "Se poi tra amici, come siamo io e Tommaso, commentiamo quanto accaduto, non ci vedo alcun problema".
Saccomanno ha poi attaccato i magistrati: "È una ricostruzione politica, vogliono colpire Salvini, il ponte e anche il povero dottor Miele".
"Vogliono impedire la realizzazione di un'opera straordinaria", ha aggiunto, "fondamentale per la crescita del sud. Ora bisogna fare chiarezza, io sono certo di dimostrare la correttezza della mia condotta, ma poi pensi se uno che ha combattuto la mafia, i criminali, si fa intimorire da quanto sta succedendo".
"Certo, si deve subito fare la legge per la responsabilità civile dei pm che sbagliano".
L'Ad Pietro Ciucci: "La società Stretto di Messina totalmente estranea ai fatti"
"Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea", ha dichiarato l'amministratore delegato della Stretto di Messina S.p.A.
"Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto".
"La società prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza", ha concluso Ciucci, "per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal DL 'Commissari' dell'11 marzo 2026".
Rampelli (FdI): "Basta intralci"
Dal governo è arrivata la reazione del vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.
"Mi rifiuto di pensare che certa magistratura intenda intralciare il naturale corso delle grandi opere con gli strumenti di cui dispone", ha dichiarato.
"Sono certo che la società saprà dimostrare la propria estraneità e comunque deve essere ben distinta la responsabilità di singoli professionisti rispetto al valore dell'infrastruttura che, con urgenza, si deve realizzare perché porterà un beneficio oggettivo a tutta Italia, a cominciare dal Mezzogiorno. Basta intralci e scuse".
Conte: "Ennesimo fallimento del governo Meloni"
"L'inchiesta sul Ponte sullo Stretto conferma che non solo il progetto era fallato, non solo c'è stata una forzatura, addirittura contro la Corte dei Conti, ma adesso si scopre anche l'ombra della corruzione su questo progetto", ha reagito il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.
"L'ennesimo fallimento del governo Meloni, non ne azzeccano una. Recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo, servono per le famiglie e per la sanità, per le imprese, per i nostri giovani. Questa è l'urgenza del paese".
Calenda: "Non sono stupito dell'inchiesta"
Per il leader di Azione Carlo Calenda, il governo ha bloccato enormi "quantità di risorse su un progetto che non esiste". Più investimenti sarebbero dovuti essere dedicati ad altri settori, ha sottolineato Calenda, "quando la Sicilia e la Calabria sono in condizioni disastrose per le strade e le ferrovie".
"Quindi, non sono affatto stupito, penso che la cosa sia più grande di come è uscita fino ad ora", ha concluso commentando l'inchiesta a margine di un evento a Parma.