Si profila un'alleanza tra Meloni e Merz, con l'ambizione di cambiare l'Europa, dopo decenni di asse franco-tedesco. Il vertice intergovernativo di venerdì prepara un'intesa su competitività, difesa, ruolo internazionale e industria dell'auto dell'Ue
A Davos Friedrich Merz ha dato un'anticipazione del vertice intergovernativo Italia-Germania che lo attende a Roma venerdì con Giorgia Meloni.
Nel suo intervento al forum svizzero il cancelliere tedesco ha detto di avere elaborato insieme alla premier "nuove idee" per cambiare l'Unione Europea "che verranno proposte presto", tra cui "un freno di emergenza per la burocrazia" dell'Ue.
Il cambiamento promesso da Merz per smettere di "frenare il potenziale" dell'Europa si inserisce nella "nuova era guidata dalle grandi potenze" - e non dalle regole internazionali - evocata al World Economic Forum (Wef) e sembra passare per un asse italo-tedesco.
La presidente del Consiglio italiana “sta diventando un’alleata sempre più importante”, ha scritto venerdì il quotidiano tedesco Handelsblatt.
L'agenda del vertice Meloni-Merz a Roma
In Italia il cancelliere discuterà con la premier di "relazioni bilaterali, di questioni di politica europea ed economica, nonché di questioni di politica di sicurezza e difesa", ha comunicato il governo tedesco.
Il vertice intergovernativo di Roma si svolgerà in due fasi, ha aggiunto Palazzo Chigi: a Villa Doria Pamphilj alle 11.30 gli incontri istituzionali, a cui seguirà una colazione di lavoro e una conferenza stampa, alle 16:00 quelli tra imprenditori italiani e tedeschi all'Hotel Parco dei Principi.
Lo sparigliamento della scena internazionale, causato da Donald Trump, ha portato i governi di Roma e Berlino ad allinearsi su varie questioni affrontate già giovedì sera al Consiglio europeo di Bruxelles, su tutti i dazi e la Groenlandia.
Quali sono i temi sui cui discutono (e convergono) Italia e Germania
Il primo è la competitività su cui Merz lamenta il ritardo dell'Europa. "Discuteremo di competitività e di come aprire l'Europa a nuovo investimenti", ha spiegato il cancelliere a Davos, sottolineando la necessità di creare un vero mercato dei capitali europeo.
Il cancelliere ha rivelato di avere incontrato Mario Draghi al Wef martedì per "una lunga conversazione su come procedere sulle proposte del suo Piano per la competitività in Europa, di cui credo appena il 10% siano state realizzate".
Handelsbaltt ha sottolineato l'allineamento della Germania con l'Italia sulle politiche migratorie e sulle garanzie per l'industria dell'auto, con la richiesta di una neutralità tecnologica per raggiungere gli obiettivi del Green Deal dell'Ue e non necessariamente l'eliminazione dei motori a combustione.
Il quotidiano economico tedesco parla anche di un documento congiunto che dovrebbe essere presentato all’Ue il prossimo 12 febbraio, un testo su come migliorare la competitività europea da adottare a Roma e portare al Leader's Retreat del prossimo mese, con l'obiettivo di una riforma normativa "entro fine anno" a vantaggio dell'innovazione, aggiunge IlSole24ore.
Ma l'agenda comune dei due leader va oltre l'economia. Su dazi e la Groenlandia, Meloni e Merz condividono una cautela che li separa dalla muscolarità espressa finora dalla Francia. I due vogliono evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti, tanto da avere temporeggiato - come infine deciso dall'Ue - sulla ritorsione ai dazi ai Paesi schieratisi a protezione dell'isola artica, che a Davos il presidente Usa ha ritirato.
"Accolgo con favore l’annuncio del presidente Trump di sospendere l’imposizione dei dazi prevista per il 1° febbraio nei confronti di alcuni Stati europei. Come l’Italia ha sempre sostenuto, è fondamentale continuare a favorire il dialogo tra nazioni alleate", ha detto giovedì Meloni alla trasmissione Porta a porta.
La via diplomatica è quella su cui ha puntato la premier italiana sin dal ritorno un anno fa alla Casa Bianca di Trump, con cui fa valere il suo accesso privilegiato tra i leader dell'Ue. Una predilezione per il compromesso che Roma ha mostrato anche sull'accordo di libero scambio con il Mercosur, suscitando l'apprezzamento di Berlino favorevole all'accordo tanto da chiederne che "venga applicato in via provvisoria" in attesa del via libera.
Dopo avere portato avanti le rivendicazioni degli agricoltori nazionali al pari della Francia, l'Italia ha accettato le compensazioni finanziarie offerte dalla Commissione Ue dando il via libera alla firma dell'intesa, che pure dovrà attendere il parere della Corte di Giustizia per la ratifica da parte dell'Europarlamento.
Tra Roma e Berlino c'è insomma un rapporto strategico che, secondo il quotidiano Il Foglio, i due governi programmano di mettere nero su bianco durante il vertice di Roma, siglando una decina di accordi.
Il nuovo "piano di azione italo-tedesco" include obiettivi e iniziative comuni dall’economia alla tecnologia a una più stretta collaborazione nell’ambito della difesa e dello spazio, sulla scia della joint venture avviata tra Leonardo e Rheinmetall.