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L'impegno strategico dell'Italia nell'Artico, Meloni: "Da preservare come area di pace"

Crosetto Tajani
Crosetto Tajani Diritti d'autore  LaPresse
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Di Giorgia Orlandi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I ministri della Difesa e degli Esteri hanno presentato a Villa Madama la strategia di Roma nell'Artico. Il documento elaborato nel 2025, punta su sicurezza, ricerca e sviluppo. il governo garantisce la protezione della sovranità della Groenlandia, ma è contrario all'invio di truppe

L'evento di venerdì a Roma è servito a tracciare le priorità del governo italiano nell'Artico. Una strategia aggiornata negli ultimi giorni, alla luce delle mire statunitensi nella regione che hanno spinto numerosi Paesi europei all'invio di truppe in Groenlandia.

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L'Italia ha ribadito l'intenzione di non intervenire militarmente mentre prepara la strada per il Polar Dialogue 2026. Il primo importante evento di questo tipo che vede Roma pronta a ospitare un dibattito di livello internazionale sull'Artico il prossimo marzo.

Difesa dell'Artico ma senza l'impiego di soldati

La linea di Meloni è chiara, la strategia nell'Artico, sviluppata nel corso del 2025, presentata venerdì a Villa Madama, non prevede la partecipazione dell'Italia all'operazione militare "Artic Endurance" proposta dalla Danimarca in risposta alle possibili azioni Usa nella regione, alla quale hanno aderito diversi Paesi europei tra cui la Francia.

Il governo italiano sceglie "la strada politica", pur consapevole che le mire della Casa Bianca, con Trump che nei giorni scorsi ha ribadito la volontà di "mettere le mani" sulla Groenlandia, rappresentano una minaccia.

Un chiarimento, che alla luce degli eventi degli ultimi giorni, ha reso necessaria un'integrazione al documento di oltre 50 pagine.

"L'Italia, si legge, pur non essendo uno Stato artico, riconosce che la stabilità della regione ha implicazioni dirette per la sicurezza europea e per l'Alleanza atlantica. Per questo motivo - si legge - l'Italia intende contribuire alla sicurezza e alla difesa della regione artica nel quadro dei propri impegni multilaterali (Nato e Ue)".

L'interesse di un Paese non artico nell'Artico

Quali sono quindi gli obiettivi di Roma nella regione? Come spiega Osservatorio Artico, l'importanza strategica di tutta l'area è aumentata nel corso degli ultimi anni. Gli effetti del cambiamento climatico con lo scioglimento di ghiacci, hanno determinato una maggiore accessibilità, con l'apertura di nuove rotte di navigazione transoceanica.

A questo si aggiunge lo sfruttamento di risorse naturali e minerarie che hanno contribuito a rinnovare l'interesse decennale di Washington, Mosca e Pechino per il Grande Nord.

Lo scopo delineato dall'Italia è quello di mantenere la stabilità della regione. Tra le proposte si parla di "expertise su cyber-resilienza e protezione delle infrastrutture critiche, ma anche utilizzo di sistemi satellitari impiegati per la sorveglianza marittima e ambientale".

Una strategia che parte da lontano

Lo scorso ottobre in Islanda si è tenuto "l'Artic Circle Assembly 2025", il più grande forum internazionale dedicato alla regione artica. A farne parte anche un panel di discussione organizzato da Osservatorio Artico in cui si è parlato del ruolo dell'Italia e delle iniziative in programma nel 2026.

A marzo proprio a Roma si terrà il Polar Dialogue 2026. Primo importante appuntamento a livello internazionale che vede coinvolta l'Italia sui temi di discussione che riguardano la regione artica e l'Antartide.

Meloni, “Continuare a fare la propria parte per preservare l’Artico come area di pace, cooperazione e prosperità”

Nel suo messaggio letto nel corso della presentazione della conferenza a Villa Madama la Presidente del Consiglio Meloni ha ribadito che “l’Italia è perfettamente consapevole di quanto questa regione del mondo rappresenti un quadrante strategico negli equilibri globali”.

In questo senso, ha ricordato la premier, “l’Italia intende continuare a fare la propria parte per preservare l’Artico come area di pace, cooperazione e prosperità”.

“Siamo convinti, ha poi aggiunto Meloni, che l’Artico debba essere sempre di più una priorità dell’Unione Europea e della Nato che l’Alleanza Atlantica debba cogliere l’opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni, preservare la stabilità e rispondere alle ingerenze di altri”.

La Presidente del Consiglio ha poi ricordato la lunga storia che lega l’Italia all’Artico: "Dalla base Dirigibile Italia alle Svalbard, passando per le campagne oceanografiche della Marina Militare, la nostra Nazione svolge da molto tempo un ruolo di primo piano per tutelare un’area che è molto fragile e per assicurare uno sviluppo equilibrato e rispettoso delle istanze dei diversi popoli che vivono questi territori”.

Tajani, “L’Artico non è una questione tattica, ma strategica”

Alla presentazione della strategia aggiornata di Roma sull’Artico è intervenuto anche il ministro degli Esteri Tajani cheha spiegato come"La centralità della regione oggi più che mai ci impone un'azione politica, economica e di ricerca".

Tajani ha ribadito l'importanza della "Stabilità dell'area di interesse geostrategico" evidenziando che "La sicurezza delle rotte marittime è una priorità fondamentale" anche per sostenere l'export italiano.

Il ministro degli Esteri ha poi ricordato che l’Artico non è una questione tattica, ma strategica”.

La sicurezza dell'Occidente, secondo il ministro, dev'essere "Garantita da un'azione politica forte, anche di sicurezza: non è questione di mandare 10 o 20 soldati, ma avere in testa una strategia. E noi una visione ce l'abbiamo".

Ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle imprese e della ricerca: "Non c'è crescita senza ricerca", ha affermato, ricordando l'impegno italiano nello studio dell'ambiente e della salute, ma anche la presenza di grandi aziende della difesa e della cantieristica, citando Leonardo e Fincantieri, attive nella regione.

In questo quadro si inseriscono la preparazione di una missione imprenditoriale a Copenaghen e l'annuncio della convocazione di un tavolo imprenditoriale dedicato all'Artico.

Crosetto, "Russia dopo Ucraina sposterà molte risorse militari”

"L'Italia deve mantenere una presenza economica, commerciale, di ricerca e anche militare in una parte che diventerà sempre più strategica, ha detto il ministro della Difesa spiegando che la regione non è come altre, perché il Paese che ha il confine più lungo con questo nuovo pezzo di mondo è la Russiache lo farà valere fino in fondo".

Il ministro Crosetto, nel corso della conferenza di presentazione della politica Artica Italiana ha poi aggiunto, "Il giorno che finirà la guerra in Ucraina gran parte delle risorse russe saranno spostate in questo settore, come si sta spostando la Nato che ha concentrato tutta la politica del nord sempre più vicina all'Artico, come dimostrano le dichiarazioni di Trump riferendosi alla Groenlandia”.

Crosetto ha poi parlato del cambiamento climatico e l’impatto che sta avendo in tutta la regione “Nell'Artico, ha detto, creerà vie di comunicazione nuove, che incideranno probabilmente nel 40-50 per cento dei passaggi a Suez.

"Un tempo, ha notato il minstro, eravamo interessati a ciò che succedeva nella nostra provincia, poi il confine si é allargato alla nostra regione. I tempi sono cambiati, il nostro destino ha iniziato a dipendere dall'Europa, dall'Occidente, ora dal mondo. Ogni giorno si aggiungono nuovi confini, nuove sfide: i fondali marini, lo spazio, l'Africa, l'Artico fanno parte di questo nuovo mondo in cui il nostro destino dipende da qualcosa che sembra lontano ma che è presente nella vita di ognuno di noi”.

Bernini, “Ricerca, università, Diplomazia scientifica sono vettori di pace”

A partecipare all’evento anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “Il motivo, ha detto, per cui non ho mai accettato azioni di boicottaggio, a prescindere dalle questioni israelo-palestinesi o Russia e Ucraina, è perché portano allontanamento e conflitto. Bisogna continuare a far lavorar i ricercatori insieme perché è dalla loro capacità di fare coesione e sistema che nasce la speranza di pace".

Il ministro Bernini, che ha quindi chiarito come ambiti come l’università e la ricerca servono a garantire la pace, ha poi ricordato l’appuntamento del 3 e del 4 di marzo quando imprenditori e ricercatori esperti sul tema si daranno appuntamento a Roma per un summit internazionale per parlare di Artico.

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