I ministri della Difesa e degli Esteri presentano a Villa Madama la strategia di Roma nell'Artico. Il documento elaborato nel 2025, punta su sicurezza, ricerca e sviluppo. il governo garantisce la protezione della sovranità della Groenlandia, ma è contrario all'invio di truppe
L'evento di venerdì a Roma traccia le priorità del governo italiano nell'Artico. Una strategia aggiornata negli ultimi giorni, alla luce delle mire statunitensi nella regione che hanno spinto numerosi Paesi europei all'invio di truppe.
L'Italia ribadisce l'intenzione di non intervenire militarmente mentre prepara la strada per il Polar Dialogue 2026. Il primo importante evento di questo tipo che vede Roma pronta a ospitare un dibattito di livello internazionale sull'Artico il prossimo marzo.
Difesa dell'Artico ma senza l'impiego di soldati
La linea di Meloni è chiara, la strategia nell'Artico, sviluppata nel corso del 2025, che sarà presentata venerdì a Villa Madama, non prevede la partecipazione dell'Italia all'operazione militare "Artic Endurance" proposta dalla Danimarca in risposta alle possibili azioni Usa nella regione, alla quale hanno aderito diversi Paesi europei tra cui la Francia.
Il governo italiano sceglie "la strada politica", pur consapevole che le mire della Casa Bianca, con Trump che nei giorni scorsi ha ribadito la volontà di "mettere le mani" sulla Groenlandia, rappresentano una minaccia.
Un chiarimento, che alla luce degli eventi degli ultimi giorni, ha reso necessaria un'integrazione al documento di oltre 50 pagine.
"L'Italia, si legge, pur non essendo uno Stato artico, riconosce che la stabilità della regione ha implicazioni dirette per la sicurezza europea e per l'Alleanza atlantica. Per questo motivo - si legge - l'Italia intende contribuire alla sicurezza e alla difesa della regione artica nel quadro dei propri impegni multilaterali (Nato e Ue)".
L'interesse di un Paese non artico nell'Artico
Quali sono quindi gli obiettivi di Roma nella regione?. Come spiega Osservatorio Artico, l'importanza strategica di tutta l'area è aumentata nel corso degli ultimi anni. Gli effetti del cambiamento climatico con lo scioglimento di ghiacci, hanno determinato una maggiore accessibilità, con l'apertura di nuove rotte di navigazione transoceanica.
A questo si aggiunge lo sfruttamento di risorse naturali e minerarie che hanno contribuito a rinnovare l'interesse decennale di Washington, Mosca e Pechino per il Grande Nord.
Lo scopo tracciato dall'Italia è quello di mantenere la stabilità della regione. Tra le proposte si parla di "expertise su cyber-resilienza e protezione delle infrastrutture critiche, ma anche utilizzo di sistemi satellitari impiegati per la sorveglianza marittima e ambientale".
Una strategia che parte da lontano
Lo scorso ottobre in Islanda si è tenuto "l'Artic Circle Assembly 2025", il più grande forum internazionale dedicato alla regione artica. A farne parte anche un panel di discussione organizzato da Osservatorio Artico in cui si è parlato del ruolo dell'Italia e delle iniziative in programma nel 2026.
A marzo proprio a Roma si terrà il Polar Dialogue 2026. Primo importante appuntamento a livello internazionale che vede coinvolta l'Italia sui temi di discussione che riguardano la regione artica e l'Antartide.