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Proteste in Nuova Caledonia: i motivi delle accuse della Francia all'Azerbaijan

I manifestanti tengono in mano le bandiere del Kanak e del Fronte socialista di liberazione nazionale (FLNKS) durante un raduno a Parigi
I manifestanti tengono in mano le bandiere del Kanak e del Fronte socialista di liberazione nazionale (FLNKS) durante un raduno a Parigi Diritti d'autore Nicolas Job/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Nicolas Job/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Daniel Harper
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La Francia ha accusato l'Azerbaijan di sostenere i movimenti indipendentisti e diffondere disinformazione in Nuova Caledonia, in un contesto di tensioni geopolitiche più ampie

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Nonostante la distanza geografica e culturale tra l'Azerbaijane la Nuova Caledonia, l'accusa della Francia di uncoinvolgimento di Baku nell'insurrezione delle popolazioni locali, è radicata in una più complessa rete di tensioni storiche, politiche e diplomatiche.

La crisi in Nuova Caledonia

La Nuova Caledonia, situata tra l'Australia e le Fiji, è un territorio francese con una storia di lotta per l'indipendenza. I recenti disordini sono stati innescati da una nuova legge elettorale percepita dalla popolazione indigena Kanak come discriminatoria.

La norma consente a chi vive in Nuova Caledonia da almeno dieci anni il diritto di voto alle elezioni locali, una decisione che secondo i sostenitori dell'indipendenza ridurrebbe l'importanza del voto dei Kanak.

Le accuse della Francia

Il ministro degli Interni francese, Gérald Darmanin, ha dichiarato che l'Azerbaijan, insieme a Cina e Russia, stia interferendo nelle questioni interne della Nuova Caledonia: "Non è una fantasia. È una realtà", ha dichiarato Darmanin al canale televisivo France 2, sottolineando la gravità delle accuse.

Il governo francese ha sottolineato l'improvvisa comparsa di bandiere azere alle manifestazioni per l'indipendenza del Kanak e l'appoggio ai separatisti da parte di gruppi legati a Baku.

L'Azerbaijan ha negato qualsiasi coinvolgimento: "Respingiamo completamente le accuse prive di fondamento - ha dichiarato Ayhan Hajizadeh, portavoce del ministero degli Esteri di Baku - e qualsiasi collegamento tra i leader della lotta per la libertà in Caledonia e l'Azerbaijan".

Un elemento significativo è il Gruppo di Iniziativa di Baku (GIB), istituito durante una conferenza tenutasi nel luglio 2023 in Azerbaijan e che comprende partecipanti provenienti da vari territori francesi in cerca di indipendenza. Il gruppo mirerebbe a sostenere i movimenti anticoloniali contro la Francia.

Il GIB ha espresso solidarietà al popolo Kanak e ha condannato le recenti riforme elettorali in Nuova Caledonia: "Siamo solidali con i nostri amici Kanak e sosteniamo la loro giusta lotta". 

Una donna sventola una bandiera Kanak e il Fronte socialista di liberazione nazionale (FLNKS) a Noumea, Nuova Caledonia
Una donna sventola una bandiera Kanak e il Fronte socialista di liberazione nazionale (FLNKS) a Noumea, Nuova CaledoniaNicolas Job/Copyright 2024 The AP. All rights reserved

Le tensioni diplomatiche tra Francia e Azerbaijan

Le tensioni tra Francia e Azerbaijan vanno oltre la Nuova Caledonia. La Francia è un tradizionale alleato dell'Armenia, storico rivale di Baku, in particolare per quanto riguarda la controversa regione del Nagorno-Karabakh.

Dopo la guerra del 2020 e la successiva offensiva del 2023 da parte dell'Azerbaijan per recuperare il controllo del Nagorno-Karabakh, la Francia ha sostenuto apertamente l'Armenia. Il sostegno comprende accordi di difesa e forniture di equipaggiamento militare, segno che ha alimentato ulteriormente le tensioni. 

La Francia ha anche accusato l'Azerbaijan di inscenare campagne di disinformazione per destabilizzare i suoi territori. Gli account dei social media filo-azeri sono stati collegati alla diffusione di contenuti fuorvianti sulle azioni della polizia francese in Nuova Caledonia.

Una fonte del governo francese ha parlato di una "campagna piuttosto massiccia, con circa 4mila post generati dai suddetti account", volta a incitare alla violenza e alla sfiducia.

Nel contesto già teso si aggiunge il richiamo da parte della Francia del suo ambasciatore in Azerbaijan ad aprile, con il presidente Macron che ha espresso rammarico per le azioni del Paese, insieme alla speranza che gli azeri chiariscano le loro intenzioni.

Una donna sventola una bandiera Kanak e il Fronte socialista di liberazione nazionale (FLNKS) a Noumea, Nuova Caledonia
Una donna sventola una bandiera Kanak e il Fronte socialista di liberazione nazionale (FLNKS) a Noumea, Nuova CaledoniaNicolas Job/Copyright 2024 The AP. All rights reserved

Perché l'interesse verso la Nuova Caledonia

Sebbene l'interesse diretto dell'Azerbaijan per la Nuova Caledonia possa sembrare inverosimile, si inserisce in una strategia più ampia di sfida all'eredità coloniale francese e di sostegno ai movimenti separatisti.

Schierandosi con i sentimenti anticoloniali, l'Azerbaijan mira a posizionarsi come leader dei movimenti di liberazione, screditando contemporaneamente la Francia sulla scena internazionale.

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La mossa è vista come parte di una più ampia manovra geopolitica, che comprende anche gli sforzi dell'Azerbaijan per offuscare l'immagine della Francia, come si evince dalla sua presunta campagna di disinformazione contro la capacità della Francia di ospitare i Giochi Olimpici.

L'acuirsi delle tensioni ha avuto ulteriori ripercussioni. Il Ministro dello Sport francese ha cancellato il viaggio della fiamma olimpica attraverso la Nuova Caledonia, per motivi di sicurezza, ma anche per un'azione che riflette la gravità dei disordini e le accuse di interferenze straniere.

Il coinvolgimento dell'Azerbaijan nei disordini della Nuova Caledonia è una questione sfaccettata che affonda le sue radici in più ampie rivalità geopolitiche e rancori storici.

Per Baku il sostegno ai movimenti indipendentisti nei territori francesi è un modo per colpire la Francia per il suo sostegno all'Armenia e per rafforzare la propria posizione internazionale. Per la Francia, queste azioni rappresentano una sfida diretta alla sua sovranità e alla stabilità nei territori d'oltremare, provocando forti accuse e tensioni tra Parigi e Baku.

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