L'Ue rischia di diventare complice delle morti di migranti in mare a causa di Frontex

Frontex manca di indipendenza per reagire alle situazioni di emergenza nel Mediterraneo, avverte il Mediatore nel suo nuovo rapporto.
Frontex manca di indipendenza per reagire alle situazioni di emergenza nel Mediterraneo, avverte il Mediatore nel suo nuovo rapporto. Diritti d'autore Panagiotis Balaskas/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Jorge LiboreiroEuronews
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Frontex dovrebbe ritirarsi dai Paesi che non riescono a salvare i migranti in mare o che violano i diritti fondamentali. Altrimenti, l'Ue rischia di diventare "complice" delle morti, ha avvertito l'Ombudsman europeo in un nuovo rapporto

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I risultati, resi noti mercoledì mattina, offrono un'analisi più approfondita del rapporto spesso conflittuale tra l'agenzia di frontiera dell'Ue Frontex e i 27 Stati membri.

L'indagine dell'Ombudsmanè stata avviata in seguito al naufragio del peschereccio Adriana nel giugno 2023, quando un'imbarcazione sovraffollata affondò al largo delle coste della Messenia, in Grecia, causando la morte, accertata o presunta, di oltre seicento persone.

La struttura di Frontex è il problema principale per i salvataggi in mare

L'osservatorio non conclude che Frontex abbia "violato alcuna delle norme e delle procedure pertinenti", ma osserva che la sua capacità di operare in mare è gravemente compromessa dalla sua struttura, che rende l'agenzia dipendente dal consenso e dalla buona volontà delle autorità nazionali. Di conseguenza Frontex ha un margine di manovra limitato per agire in modo indipendente, anche in casi estremi in cui la vita delle persone è in pericolo immediato.

"È evidente la tensione tra gli obblighi di Frontex in materia di diritti fondamentali e il suo dovere di sostenere gli Stati membri nel controllo della gestione delle frontiere", ha dichiarato Emily O'Reilly.

"Cooperare con le autorità nazionali quando si teme che esse adempiano ai loro obblighi di ricerca e salvataggio rischia di rendere l'Ue complice di azioni che violano i diritti fondamentali e costano vite umane".

Frontex consapevole della situazione migranti in Grecia

In riferimento al naufragio di Adriana, il rapporto afferma che Frontex era "pienamente consapevole" delle preoccupazioni che da anni assillano le autorità greche, comprese le accuse documentate di respingimenti sistematici. Eppure, nonostante questa conoscenza, le regole "hanno impedito a Frontex di assumere un ruolo più attivo nell'incidente dell'Adriana".

L'Ombudsman si rammarica della mancanza di linee guida interne dell'agenzia per emettere chiamate Mayday, una procedura internazionale per allertare le emergenze in pericolo di vita. Frontex non ha emesso una chiamata Mayday quando ha individuato per la prima volta l'Adriana attraverso la sorveglianza aerea.

La colpa, tuttavia, non è tutta dell'agenzia: le autorità greche non hanno risposto al messaggio di Frontex in "quattro diverse occasioni" durante la tragedia e hanno rifiutato l'offerta dell'agenzia di inviare un aereo supplementare nella zona, si legge nel rapporto. (Atene ha avviato diverse indagini per far luce sulle circostanze).

Sospendere o terminare le attività di Frontex negli Stati membri che non rispettano l'obbligo di salvataggio

Sulla base di questo e di altri episodi simili, l'Ombudsman raccomanda a Frontex di "terminare, ritirare o sospendere le sue attività" negli Stati membri che persistono nel non rispettare i loro obblighi di ricerca e salvataggio o che violano i diritti fondamentali.

La cooperazione di Frontex con la Grecia, che coinvolge circa cinquecento uffici e personale dei corpi permanenti nella terraferma e nelle isole del Mar Egeo, è stata un argomento di discussione molto caldo dopo il naufragio dell'Adriana. All'indomani della tragedia, il responsabile dell'agenzia per i diritti fondamentali ha chiesto la sospensione delle attività, ma il suo direttore esecutivo, Hans Leijtens, ha successivamente attenuato il suggerimento, affermando che la decisione doveva essere "equilibrata".

Nel suo rapporto, Emily O'Reilly avverte che se Frontex continuerà a lavorare con i Paesi in prima linea senza subire "cambiamenti significativi", l'impegno dell'Ue a proteggere le vite umane sarà messo in discussione. O'Reilly esorta quindi il blocco a modificare il mandato legale dell'agenzia e a garantire un maggior grado di indipendenza.

L'impegno dell'Ue sui salvataggi in mare messo in discussione

"Se Frontex ha il dovere di contribuire a salvare vite umane in mare, ma non ha gli strumenti per farlo, è una questione che riguarda chiaramente i legislatori dell'Ue".

Inoltre, l'Ombudsman chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta indipendente che possa esaminare l'elevato numero di morti nel Mediterraneo e le responsabilità delle autorità nazionali, di Frontex e delle istituzioni dell'Ue.

Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), il numero di morti e scomparsi nel Mediterraneo è cresciuto costantemente negli ultimi anni: 2.048 nel 2021, 2.411 nel 2022 e 3.041 alla fine del 2023.

Frontex stima di aver salvato 43mila persone in mare e di aver riportato 39mila migranti nel loro Paese d'origine attraverso 24 operazioni nel 2023, anno che ha visto "i più alti livelli di migrazione irregolare dal 2016".

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