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Polonia e Ucraina ai ferri corti: la disputa sui cereali dietro lo stop all'invio di armi

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Varsavia, il 5 aprile 2023
Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Varsavia, il 5 aprile 2023 Diritti d'autore Michal Dyjuk/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Michal Dyjuk/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Christopher Pitchers
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La Polonia ha annunciato lo stop all'invio di armi all'Ucraina: la disputa sui cereali ha indispettito il governo di Varsavia

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Se prima era la più fervente sostenitrice dell'invio di armi all'Ucraina, la Polonia ha ora cambiato totalmente linea, annunciando l'interruzione delle forniture militari al governo di Kiev. 

Alla base della decisione c'è la disputa sui cereali ucraini, che avevano invaso il mercato polacco mettendo in crisi gli agricoltori locali, e indotto il governo di Varsavia a imporre un divieto di importazione non ancora revocato. Kiev ha allora denunciato la Polonia, insieme a Ungheria e Slovacchia, all'Organizzazione del commercio.

La disputa e la rottura

La decisione della Commissione europea di non estendere il divieto temporaneo di importazione oltre il 15 settembre ha innescato il malcontento polacco.

C'è chi accusa Bruxelles di non aver fatto abbastanza per soddisfare le esigenze della Polonia, e chi attacca il governo di Varsavia per una posizione ritenuta troppo intransigente.

Sergey Lagodinsky, eurodeputato tedesco dei Verdi/Ale, difende le scelte dell'esecutivo comunitario.

"La Commissione ha un compito difficile. Dobbiamo garantire la capacità dell'Ucraina di sopravvivere anche economicamente durante questa guerra. Dobbiamo garantire da un lato rotte sicure per le risorse alimentari nel mondo e dall'altro rispondere alle preoccupazioni polacche. Penso che la Commissione abbia ragione nel dare priorità al nostro supporto all'Ucraina e poi cercare un modo di affrontare le questioni della Polonia."

La Polonia ha comunque chiarito che prima di arrestare le forniture di armi, consegnerà quelle che aveva promesso all'Ucraina. Molti credono che quello di Varsavia sia in realtà un bluff, e che le consegne proseguiranno anche in futuro, come l'eurodeputato estone di Renew Europe Urmas Paet.

"La mia posizione chiara: ciò non accadrà. La Polonia conosce molto bene la posta in gioco. La Polonia sa che è anche nell'interesse diretto polacco ed europeo che l'Ucraina ottenga tutto ciò di cui ha bisogno, armi comprese".

"La Polonia sa che è anche nell'interesse diretto polacco ed europeo che l'Ucraina ottenga tutto ciò di cui ha bisogno, armi comprese".
Urmas Paet
Eurodeputato estone di Renew Europe

Uno strappo da ricucire

Per il momento comunque, si registra il gelo tra i governi di Varsavia e Kiev, che erano molto in sintonia fin dall'inizio della guerra. Ora le relazioni tra Polonia e Ucraina potrebbero richiedere anni per essere ricucite. 

Per la Commissione europea, invece, Non cambia, invece, la posizione della Commissione europea, nonostante uno Stato membro di Peso abbia annunciato lo stop alle forniture belliche.

"La posizione e la politica dell'Ue rimangono immutate, con un sostegno costante, fermo e immutabile all'Ucraina per tutto il tempo necessario, in tutte le aree possibili, compresa l'assistenza militare", ha detto rispondendo ai giornalisti il portavoce Peter Stano.

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