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Il Mediatore europeo chiede che l'accordo Ue-Tunisia rispetti i diritti umani

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è recata a luglio in Tunisia per concludere il controverso accordo.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è recata a luglio in Tunisia per concludere il controverso accordo. Diritti d'autore AP/AP
Diritti d'autore AP/AP
Di Jorge LiboreiroVincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il Mediatore europeo ha chiesto alla Commissione chiarimenti sul controverso accordo Ue-Tunisia firmato a luglio, soprattutto per le possibili violazioni dei diritti umani

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L'organismo di controllo, guidato dall'irlandese Emily O'Reilly, vuole che la Commissione europea spieghi quali garanzie siano state introdotte nell'accordo per garantire che le autorità tunisine rispettino i diritti fondamentali nelle loro operazioni di contenimento dei flussi migratori irregolari.

La Commissione ha tempo fino al 13 dicembre per spiegare se ha effettuato una "valutazione d'impatto" prima di concludere l'accordo a nome di tutti gli Stati dell'Ue e come intende esaminare l'impatto dell'intesa sul rispetto dei diritti umani.

I dubbi del Mediatore europeo

In una lettera resa pubblica il 15 settembre, il Mediatore europeo chiede "se la Commissione abbia definito i criteri per sospendere i finanziamenti in caso di mancato rispetto dei diritti umani", osservando che "sono state sollevate preoccupazioni riguardo all'accordo".

La lettera arriva un giorno dopo che la Tunisia ha negato l'ingresso a una delegazione di cinque membri del Parlamento europeo, cosa che aumenta ulteriormente i dubbi sull'intesa, già criticata da molti eurodeputati.

L'accordo Ue-Tunisia stanziato più di 700 milioni di euro per aiutare in Paese nordafricano a stabilizzare la sua economia, gestire la migrazione e promuovere le energie rinnovabili, con 900 milioni di euro di assistenza macrofinanziaria, vincolati però a una serie di riforme prescritte dal Fondo monetario internazionale. Al momento, comunque, la Tunisia non ha ricevuto nemmeno un euro del denaro promesso.

"Abbiamo firmato un partenariato con la Tunisia che porta vantaggi reciproci (...) e ora vogliamo lavorare su accordi simili con altri Paesi"
Ursula von der Leyen
Presidente della Commissione europea

Abusi documentati contro i migranti

Secondo molte organizzazioni della società civile, la Tunisia ha ripetutamente commesso violazioni dei diritti umani e orchestrato la deportazione forzata di persone migranti provenienti da Paesi subsahariani, alcuni dei quali sono stati trovati abbandonati nel deserto vicino al confine con la Libia.

Poco dopo la firma dell'accordo, Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto che illustrava "abusi documentati" commessi dalle forze dell'ordine tunisine nei confronti dei subsahariani. Tra questi, "pestaggi, uso eccessivo della forza, tortura, arresti e detenzioni arbitrarie, espulsioni collettive, azioni pericolose in mare, sgomberi forzati e furti di denaro e oggetti personali".

La Commissione europea, da aprte sua, ha sempre difeso l'accordo, chiamato Memorandum of Understanding, sostenendo la necessità di una partnership più stretta con un Paese che rappresenta la porta d'ingresso per migliaia di migranti diretti in Europa.

La Presidente della Commissione  Ursula von der Leyen loha anzi definito, nel suo discorso sullo stato dell'Unione, un modello per accordi simili con i Paesi vicini.

"Abbiamo firmato un partenariato con la Tunisia che porta vantaggi reciproci al di là della migrazione: dall'energia all'istruzione, dalle competenze alla sicurezza e ora vogliamo lavorare su accordi simili con altri Paesi".

105 milioni di euro per la migrazione

Nello specifico, il memorandum contiene una dotazione finanziaria di 105 milioni di euro per combattere il traffico di esseri umani, rafforzare la gestione delle frontiere e accelerare il rimpatrio dei richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta.

Il denaro dovrebbe essere fornito alle autorità tunisine sotto forma di imbarcazioni per la ricerca e il salvataggio, jeep, radar e droni, e alle organizzazioni internazionali che lavorano sul campo, come l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

I 105 milioni di euro promessi dovranno tuttavia essere incanalati in uno strumento giuridico prima che inizino gli esborsi, ha dichiarato un portavoce della Commissione europea e gli Stati membri saranno consultati durante tutto il processo.

"Collaboreremo con il Mediatore e risponderemo a tempo debito. In linea di massima (...) tutti i contratti dell'Ue hanno ovviamente clausole standard sui diritti umani".

Alti funzionari dell'Unione avevano affermato in precedenza che i pagamenti non sarebbero stati legati ad alcun obiettivo numerico di riammissione annuale o di riduzione degli arrivi, e che alla Tunisia non sarebbe stato chiesto di ospitare sul proprio territorio cittadini non tunisini a cui è stato negato l'asilo nell'Ue.

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