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L'accordo Ue-Tunisia criticato pure al Parlamento europeo

Da sinistra a destra: Il primo ministro olandese Mark Rutte, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente tunisino Kais Saied, il primo ministro italiano Giorgia Meloni.
Da sinistra a destra: Il primo ministro olandese Mark Rutte, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente tunisino Kais Saied, il primo ministro italiano Giorgia Meloni. Diritti d'autore European Union, 2023.
Diritti d'autore European Union, 2023.
Di Jorge LiboreiroVincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Dopo settimane di intensi negoziati, è stato firmato un Memorandum d'intesa su vari temi di cooperazione, dalla migrazione alla politica energetica. Ma l'emiciclo comunitario non sembra apprezzare

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L'accordo firmato domenica 16 luglio tra Unione europea e Tunisia è stato accolto da dubbi e critiche al Parlamento comunitario.

In un'audizione presso la commissione Liberta civili dell'Eurocamera, la commissaria agli Affari Interni Ylva Johansson ha dovuto difendere il Memorandum of Understanding firmato con il governo di Tunisi, accusato dagli eurodeputati di non rispettare i diritti umani, reprimere la democrazia e discriminare le persone migranti.

Il presidente tunisino Kaïs Saïed era stato criticato dal Parlamento anche per un discorso pieno di argomentazioni xenofobe contro gli immigrati africani subsahariani.

Le critiche del Parlamento

"Con questo accordo verseremo grosse somme di denaro alla Tunisia. È chiaro che il presidente della Tunisia non rispetta i diritti fondamentali e non pensiamo che la Commissione europea possa obbligarlo a rispettarli", dice Sophia In 't Veld, eurodeputata olandese di Renew Europe.

Sulla stessa linea Erik Marquardt, parlamentare tedesco del gruppo Verdi/Ale, che teme di rivivere la cooperazione già in atto con la Libia.

"La Guardia costiera libica che noi finanziamo è accusata di partecipare al traffico di esseri umani. Quindi stiamo pagando i trafficanti in Libia. Dobbiamo imparare da queste situazioni e non ripetere gli stessi errori".

Molti criticano anche i modi dell'accordo, privo di uno status legale definito e perseguito da un trio negoziale inedito, ribattezzato "Team Europe": la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e al primo ministro olandese Mark Rutte.

"Ma chi rappresentano?", si chiede l'eurodeputata della Sinistra Malin Björk. "C'erano un presidente del Consiglio dimissionario, la nazionalista di destra Meloni, e la stessa presidente von der Leyen. Non è così che dovrebbero essere prese questo tipo di importanti decisioni politiche".

Al dibattito non si è presentato nessun eurodeputato dei partiti che formano la coalizione del governo Meloni: Pietro Bartolo del Partito democratico è stato l'unico parlamentare italiano a prendere la parola. 

"È chiaro che il presidente della Tunisia non rispetta i diritti fondamentali"
Sophia In 't Veld
Eurodeputata Renew Europe

La difesa di Johansson

La commissaria Johansson è stata costretta a giocare in difesa, sostenendo la necessità di collaborare con i Paesi terzi per gestoire i flussi migratori.

"Non sono d'accordo con chi dice che la Tunisia ci stia ricattando. Penso che abbiamo una buona cooperazione con la Tunisia, ma è anche importante rafforzare la cooperazione e intensificare il sostegno alla Tunisia. Questo è l'obiettivo del Memorandum e soprattutto della parte sulla migrazione ".

Le sue parole ricalcano quelle della presidente Ursula von der Leyen a Tunisi al momento della firma: "In tempi di incertezze geopolitiche, è importante approfondire la cooperazione con i nostri partner strategici".

Cosa c'è nel memorandum d'intesa

Sulla carta, il memorandum d'intesa è una dichiarazione d'intenti politica tra Unione europea e Tunisia per migliorare le relazioni bilaterali e affrontare le sfide comuni in modo "strategico e globale".

Il testo non è vincolante di per sé, ma presenta una serie di piani d'azione da trasformare in strumenti giuridici approvati dagli Stati membri prima di essere attuati. Gli ambiti di cooperazione sono cinque: stabilità macro-economica, commercio, transizione energetica, scambi e contatti fra le popolazioni, e migrazione. 

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Per ognuno ci sono progetti di investimento e cooperazione, molti dei quali comportano l'erogazione diretta di fondi dal bilancio dell'Ue: in tutto più di 700 milioni, a cui potrebbero aggiungersene presto altri 900 vincolati alle riforme prescritte alla Tunisia dal Fondo monetario internazionale.

Nel dettaglio, ci sono 150 milioni di eurocome sostegno al bilancio del governo tunisino dato che il Paeseè considerato sull 'orlo della bancarotta307,6 milioni di euro per lo sviluppo di Eelmed,un cavo sottomarino per lo scambio di energiaelettrica e altri 150 milioni (in questo caso comprensivi di prestiti della Banca europea per gli investimenti) per la costruzione di Medusa, un altro cavo sottomarino che utilizzerà la tecnologia della fibra ottica per consentire ai tunisini la connessione a internet.

Per la gestione specifica dei flussi migratori sono previsti 105 milioni, da utilizzare per combattere il traffico di esseri umani, rafforzare la gestione delle frontiere e pure rimpatriare nei Paesi d'origine le persone arrivate in Tunisia irregolarmente.

Il denaro sarà fornito alle autorità tunisine sotto forma di motovedette per la ricerca e il salvataggio, jeep, radar, droni e altri tipi di attrezzature per il pattugliamento, ma anche  alle organizzazioni internazionali che lavorano sul campo, come l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) e l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr).

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La Tunisia si impegna a sostenere la riammissione dei propri cittadini che si trovano irregolarmente nell’Ue (non quelli di altri Paesi), ma l'erogazione dei fondi non sarà legata ad alcun obiettivo numerico di riammissioni annuali o di riduzione degli arrivi, né conterrà disposizioni aggiuntive sui diritti umani, oltre alle tradizionali clausole che l'Unione Europea attribuisce ai suoi programmi di cooperazione con Paesi terzi.

Secondo i dati del minsitero dell'Interno italiano, lo scorso anno sono stati registrati oltre 105mila approdi di migranti irregolari in Italia e stando alle stime dell'Unhcr, 32mila di loro sono salpati dalla Tunisia. Nei primi cinque mesi del 2023 sono già quasi 26mila.

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