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Sala porta in Europa la battaglia per le coppie omogenitoriali

Manifestazioni della comunità LGBT si sono svolte in varie città italiane
Manifestazioni della comunità LGBT si sono svolte in varie città italiane Diritti d'autore Andrew Medichini/AP
Diritti d'autore Andrew Medichini/AP
Di Vincenzo Genovese
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Il sindaco di Milano a Bruxelles, dove il Parlamento comunitario ha discusso il tema del riconoscimento della genitorialità. In un'intervista a Euronews, spiega: "I nostri cittadini ci chiedono di tutelare i diritti dei bambini"

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Il sindaco di Milano Beppe Sala porta in Europa la battaglia per il riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali: a lui e ai suoi omologhi al momento viene impedito di trascrivere i certificati di nascita emessi all'estero, se a chiedere la genitorialità sono coppie dello stesso sesso, o anche eterosessuali che abbiano fatto ricorso alla maternità surrogata fuori dai confini nazionali.

La legge e i diritti

La legge 40 del 2004 vieta infatti alle coppie omosessuali di accedere alla procreazione assistita, mentre la maternità surrogata è proibita per tutti in Italia. 

Pertanto i bambini non possono avere genitori dello stesso sesso, nemmeno se essi sono riconosciuti come tali in un Paese straniero, ha chiarito una recente sentenza della Cassazione. 

Alcuni sindaci trascrivevano comunque i certificati esteri, fino a che il ministero dell'Interno non ha ordinato una stretta alle prefetture. In un'intervista a Euronews, Beppe Sala spiega perché questa decisione risulta problematica.

“Io e alcuni altri sindaci italiani stiamo combattendo questa battaglia, perché sappiamo che questa è la legge, ma allo stesso tempo i nostri cittadini ci chiedono di fare queste registrazioni per tutelare i diritti dei loro figli".

"I nostri cittadini ci chiedono di fare queste registrazioni per tutelare i diritti dei loro figli"
Beppe Sala
Sindaco di Milano

Secondo i partiti che compongono il governo, si tratta invece di una normale applicazione della legge, come sostiene a Euronews Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d'Italia.

“Non è possibile riconoscere il partner di un genitore biologico come secondo genitore perché questo è in contrasto con la legislazione italiana, non perché l'ha deciso Giogia Meloni o il governo. Lo ha deciso la Corte di Cassazione. Il ministro dell'Interno ha solo ordinato ai prefetti di adeguarsi a quella sentenza".

Secondo l'eurodeputato, "non c'è contrazione dei diritti degli omosessuali, né tantomeno un attacco ai bambini, perché tutti i bambini hanno gli stessi diritti: possono sempre essere riconosciuti dal loro genitore biologico".

Una questione europea

Le coppie omosessuali hanno sempre la possibilità dell'adozione, ma secondo il sindaco Sala si tratta di una procedura lunga e dispendiosa, anche per la differenza di condizione giuridica tra unioni omosessuali e matrimoni tradizionali. Per questo a suo dire verrebbero violati i diritti della comunità LGBT, che a Milano rappresenta il 7% della popolazione, e che ha vigorosamente protestato contro la stretta, anche se le richieste di trascrizione ammotano solo a qualche decina.

Come dice a Euronews, Sala si è recato a Bruxelles "perché la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito molto chiaramente che i diritti dei bambini vengono prima di tutto e la legislazione italiana non sembra adeguarsi".

Il giorno stesso il Parlamento europeo ha discusso l'argomento del riconoscimento della genitorialità in un dibattito senza risoluzione, aggiungendolo all'agenda della sua sessione plenaria su proposta dei gruppi Socialisti e democratici e Verdi/Alleanza libera per l'Europa.

lo scorso dicembre, la Commissione Europea aveva proposto una direttiva per il riconoscimento reciproco della genitorialità negli Stati membri, ma la sua approvazione non sembra facile viste le diverse regole sul tema attualmente attualmente applicate dai Paesi dell'Unione.

Il sindaco di Milano vorrebbe poi anche un quadro regolatorio europeo sulla pratica della maternità surrogata, alla cui valutazione si dice aperto. Al momento la gestazione per altri è proibita nella maggior parte dei Paesi dell'Ue e consentita solo in casi particolari in alcuni di essi.

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