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Price cap sul gas "dinamico" e acquisti comuni: le nuove proposte della Commissione europea

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, insieme alla commissaria all'Energia, Kadri Simson
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, insieme alla commissaria all'Energia, Kadri Simson Diritti d'autore Virginia Mayo/AP
Diritti d'autore Virginia Mayo/AP
Di Efi KoutsokostaJorge Liboreiro
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I Capi di Stato e di governo dei 27 Paesi discuteranno a Bruxelles le misure da intraprendere, presentate da Ursula von der Leyen al Parlamento europeo

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L'Unione Europea potrebbe presto istituire un tetto al prezzo del gas, ma solo come misura di ultima istanza per contenere la speculazione estrema e la volatilità dei mercati.

Un price cap "dinamico"

Nel suo prossimo pacchetto di emergenza per affrontare la crisi energetica, la Commissione europea dovrebbe prevedere infatti un limite di prezzo "temporaneo" e "dinamico" che si applicherebbe alle transazioni in atto presso il Title Transfer Facility (TTF), il principale mercato di scambio del gas in Europa.

"È giunto il momento di mettere in atto tale meccanismo", afferma la Commissione in un documento visionato da Euronews. La proposta ufficiale verrà enunciata dalla presidente von der Leyen al Parlamento di Strasburgo, prima della discussione prevista a fine settimana fra i Capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri a Bruxelles.

Da quando la Russia ha invaso l'Ucraina, le quotazioni al TTF hanno visto bruschi rialzi e ribassi nei prezzi del gas, poiché l'incertezza sulle forniture ha alimentato la speculazione.

Ad agosto, è stato raggiunto il prezzo record di 339 euro per megawattora, con conseguente impennata delle bollette. Dopo il picco, i prezzi hanno iniziato una costante tendenza al ribasso, toccando all'inizio di ottobre il minimo degli ultimi tre mesi. Attualmente viaggiano sui 133 euro per megawattora.

Il price cap proposto dalla Commissione Europea non sarebbe permanente, ma si attiverebbe solo "quando necessario", ovvero quando le quotazioni al TFF eccedessero una determinata soglia, non specificata dalla bozza della Commissione.

La Commissione prevede inoltre un massimale separato per frenare i picchi dei derivati ​​energetici, cioè le attività finanziarie che le aziende utilizzano per garantire in anticipo l'approvvigionamento energetico.

C'è due senza tre

Parallelamente a questi due tetti, l'esecutivo comunitario svilupperà un mercato di scambio alternativo al TTF, che sarebbe esclusivamente dedicato al trading di gas naturale liquefatto.

Dalla bozza manca invece un tetto che si applicherebbe al gas utilizzato per produrre elettricità, proposta che la stessa von der Leyen aveva vagheggiato, ma che non sembra propensa a mettere ora sul tavolo.

Il gas determina infatti il prezzo finale dell'elettricità, dinamica che a cui un numero crescente di Stati membri vuole mettere fine. "L'introduzione di un limite di prezzo per il gas utilizzato per la produzione di elettricità ha abbassato i prezzi in Spagna e Portogallo, ma comporta dei rischi se introdotto in tutta l'Unione Europea", afferma la Commissione nel suo documento, riferendosi al regime di aiuti di Stato utilizzato nella penisola iberica.

"Gli Stati membri sono diversi quando si tratta di mix energetici, connessioni e sistemi di alimentazione. È necessario progettare una soluzione che funzioni per tutti e che sia in linea con i nostri obiettivi più ampi: non aumentare il consumo di gas e gestire i flussi oltre il I confini dell'Ue". 

La scorsa settimana, la commissaria europea all'Energia Kadri Simson ha affermato che un limite di prezzo richiede "il massimo sostegno consensuale", notando che non tutti i 27 Stati membri erano d'accordo. Le divisioni tra le capitali verranno comunque al pettine durante la riunione dei leader nel Consiglio europeo, in cui la crisi energetica sarà l'argomento principale all'ordine del giorno.

Acquisti comuni e accordi solidali

La Commissione suggerirà anche altre misure per alleviare le bollette energetiche e garantire forniture sufficienti.

Come uno schema di acquisti congiunti che consenta agli Stati membri di contrattare gas come un unico cliente e di utilizzare il loro potere d'acquisto collettivo per abbassare i prezzi.

"Gli acquisti congiunti faciliteranno un accesso più equo ai nuovi fornitori e ai mercati internazionali e daranno maggiore peso negoziale agli importatori europei", afferma il documento della Commissione. "Le fonti di approvvigionamento russe saranno escluse dalla partecipazione alla piattaforma".

Gli acquisti congiunti saranno particolarmente utili il prossimo anno, quando gli Stati membri inizieranno il costoso e arduo processo per riempire i loro stoccaggi in vista dell'inverno 2023-2024.

I Paesi vengono anche esortati a firmare i cosiddetti "accordi di solidarietà", intese bilaterali che possono garantire flussi di gas attraverso i confini europei quando le forniture scarseggeranno, e non lasciare in questo modo nessuno a secco.

Finora ne sono stati firmati solo sei, su 40 possibili, si legge nella bozza. Per questo la Commissione europea vuole stabilire "regole predefinite" sulla solidarietà che imprimano un'accelerazione significativa al processo.

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