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Dall'Unione Europea tre misure per ridurre le bollette

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Di Aida Sanchez Alonso
Il Consiglio dei ministri dell'Energia si svolgerà il 30 settembre a Bruxelles
Il Consiglio dei ministri dell'Energia si svolgerà il 30 settembre a Bruxelles   -   Diritti d'autore  MTI Fotó: Koszticsák Szilárd   -  

Non uscirà tanto discusso tetto al prezzo del gas dal prossimo Consiglio dei ministri dell'Energia a Bruxelles, ma tre misure concrete per ridurre il costo delle bollette dei consumatori europei, che saranno attuate immediatament, nella speranza di raggiungere subito l'obiettivo.

"Sappiamo che molto dell'aumento del prezzo del gas è legato al malfunzionamento del mercato, quindi dobbiamo risolvere il problema. E lavoreremo nelle prossime ore per assicurarci di trovare il modo giusto per farlo", ha detto Roland Lescure, sottosegretario dell'Industria francese.

Le misure in approvazione

I 27 ministri competenti discuteranno le proposte avanzate dalla Commissione europea il 14 settembre e, come emerge da fonti diplometiche e comunitarie, procederanno all'approvazione di tre misure specifiche.

La prima è unlimite al prezzo di vendita dell'elettricità prodotta a basso costo, ad esempio tramite nucleare o fonti rinnovabili, fissato a 180€/mWh. I produttori in questi settori hanno infatti beneficiato degli alti costi dell'elettricità, il cui prezzo è agganciato a quello del gas, al momento la fonte più cara per produrla.

La seconda è un prelievo del 33% sugli extra-profitti delle aziende che trattano combustibili fossili: anch'esse hanno realizzato negli ultimi mesi "guadagni che nemmeno sognavano", come li ha definiti la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. 

Ci sarà poi una riduzione obbligatoria del 5% del consumo di elettricità nelle ore di picco: ogni Stato membro dovrà individuare delle fasce orarie in cui la richiesta è maggiore e provvedere a ridurla, tramite misure a sua scelta.

Niente tetto per il gas

Il dibattito più acceso nelle istituzioni e fra le cancellerie dell'Unione Europea riguarda però il price cap, ossia il tetto al prezzo del gas, che sarà forse discusso, ma senza una soluzione definitiva nel Consiglio dei ministri dell'Energia.

Da un lato ci sono 15 Stati membri, tra cui l'Italia, che con una lettera alla Commissione europea chiedono di applicare un tetto massimo di prezzo a tutte le importazioni di gas. Il price cap, sostengono, è l'unica misura che aiuterà ogni Paese ad attenuare la pressione inflazionistica.

Dall'altra rimane la Commissione stessa, che teme per i rischi legati all'approvvigionamento, e un gruppo meno nutrito di Paesi, tra cui spicca però la Germania, con tutto il suo peso specifico.

La commissaria europea all'Energia Kadri Simson ha proposto allora di "introdurre a livello europeo un tetto al prezzo del gas per la produzione di energia elettrica", mentre i suoi uffici suggeriscono in un documento informale la possibilità di applicare il tetto solo alle importazioni provenienti dalla Russia.

La questione rimarrà in sospeso, con i 15 Paesi firmatari che proveranno ad allargare il gruppo e la Commissione determinata a trovare alternative accettabili.