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La comunità internazionale aiuta la Siria, ma non tutto funziona come previsto

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Di Alberto De Filippis
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Image   -   Diritti d'autore  Olivier Matthys/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Sei miliardi a 400 milioni di euro. Questa è la somma di denaro che la comunità internazionale è riuscita a raccogliere, nel tentativo di garantire un sostegno continuo al popolo siriano e ai paesi che ospitano i rifugiati. L'Unione Europea offre 1,5 miliardi di euro

Bruxelles ha ospitato la sesta conferenza su come "Sostenere il futuro della Siria e della regione".

Il conflitto è in corso dal 2011. Secondo Bruxelles questo è un dovere morale di fronte a un disastro umanitario senza precedenti. Così Josep Borrell, Alto rappresentante dell'UE: "Il 90% dei siriani che vivono in Siria, vive in povertà. Il 90% significa quasi tutti, tranne Assad e la sua cricca. Ma il popolo siriano, il 90% vive in povertà, il 60% soffre di insicurezza alimentare e spesso non sa cosa sia avere da mangiare".

Un totale di 55 paesi hanno partecipato alla Conferenza. Ma secondo alcuni attivisti, una parte dei soldi promessi negli anni precedenti non è sempre arrivata ai siriani.

Dice Sawsan Abou Zainedin, del Siria Resource Group - SRG:  "Gli aiuti hanno migliorato le condizioni delle persone ed hanno contribuito a migliorare la situazione sotto molteplici aspetti, ma hanno anche contribuito a creare modelli pericolosi. Abbiamo visto aiuti contribuire a violazioni dei diritti umani, a consolidare le divisioni esistenti, alcuni aiuti hanno anche fatto parte dell'economia del conflitto in un modo o nell'altro perché sono stati soggetti a deviazioni e abusi da parte di alcuni protagonisti sul campo". 

Borrell ha però promesso di lavorare con partner responsabili. D'altra parte, la Russia non è stata invitata alla conferenza dei donatori. Secondo l'Unione Europea, e data la situazione in Ucraina, il ruolo di Mosca finora non è stato quello di pacificatrice.