L'UE si prepara a mesi difficili nel settore energetico

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Di Aida Sanchez Alonso
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Sempre più paesi convinti dell'embargo al gas russo, ma quali sono i rischi legati alle tempistiche?

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I ministri europei dell'energia si sono incontrati in una riunione straordinaria per discutere la strategia comuntaria dopo che la Russia ha deciso di tagliare il gas a Polonia e Bulgaria... Ora l'UE sta lavorando per garantire che lo stoccaggio di gas del continente sia pieno in autunno. Attualmente è al 32% e secondo il commissario responsabile per l'Energia, Kadri Simson, qualsiasi Stato membro potrebbe essere il prossimo a subire i tagli energetici della Russia.

Parallelamente, l'UE sta lavorando al sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, che si concentrerà su un embargo graduale sul petrolio. La Germania, uno dei principali oppositori, ora sembtra acconsentire.

Robert Habeck, Ministro federale tedesco dell'economia e dell'azione per il clima:  "Dopo due mesi di lavoro, posso dire che la Germania non è contraria a un divieto petrolifero alla Russia. Certo è un carico pesante da sopportare, ma siamo pronti a farlo. Dobbiamo preparare gli hub, dobbiamo preparare i gasdotti. Quindi il tempo è denaro. Ma altri paesi hanno problemi più grandi".

Una proposta che potrebbe essere messa sul tavolo dalla Commissione europea già questo martedì.

Ma per questo esperto di energia, il piano deve essere gestito con cura in quanto potrebbe ritorcersi contro.

Così Simone Tagliapietra di Bruegel:  "Se ora ci stiamo muovendo per sanzionare il petrolio russo con un embargo graduale, la Russia potrebbe rispondere dicendo: ok, allora tagliamo il gas. Questo potrebbe dare alla Russia un vantaggio strategico e la cosa potrebbe non essere l'opzione migliore per l'UE. Forse sarebbe meglio che l'UE applichi immediatamente un dazio sia sul petrolio che sul gas provenienti dalla Russia verso il nostro continente".

Alcuni paesi chiedono una tassa punitiva all'importazione sull'energia russa invece di un embargo.

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