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Sanzioni Ue alla Polonia: 1 milione di euro al giorno per la riforma della giustizia

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Di Shona Murray  & Eloisa Covelli
L'ingresso della Corte europea di giustizia
L'ingresso della Corte europea di giustizia   -   Diritti d'autore  Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.

La Polonia potrebbe rimetterci 45 milioni di euro al mese di fondi europei, se continuerà ad ignorare le decisioni della Corte europea di giustizia. A tanto potrebbero ammontare le sanzioni Ue, che verranno detratte dai fondi europei destinati a Varsavia, presi da vari capitoli di bilancio. Sarebbe questa la prima volta che l'Unione europea applicherebbe le sanzioni alla fonte per il mancato rispetto di una sentenza della Corte europea di giustizia.

Nelle prossime settimane la Commissione dovrebbe prelevare 15 milioni di euro dagli stanziamenti del bilancio Ue alla Polonia per il rifiuto di Varsavia di pagare una penale giornaliera di 500mila euro per aver tenuto aperta la miniera di Turow.

Petr David Josek/AP
La centrale di TurowPetr David Josek/AP

La Corte di giustizia europea aveva ordinato alla Polonia di interrompere le attività di estrazione della miniera di lignite, perché la Repubblica ceca aveva dimostrato che quella miniera inquina le falde acquifere della regione ceca di Liberec, appena oltre confine. Inoltre, avrebbe un impatto negativo sull’ambiente soprattutto delle città di Frydlant e Hradek. Ma la Polonia si è rifiutata di farlo, dato che la lignite alimenta una vicina centrale elettrica che da sola produce l'8 percento del fabbisogno di elettricità del Paese.

La corte disciplinare polacca

Nel frattempo la Commissione europea ha notificato il 20 gennaio alla Polonia un'altra sanzione di un milione di euro al giorno per la sua riorganizzazione del sistema giudiziario, che mina l'indipendenza dei giudici, contravvenendo ai valori dell'Ue.

Ad ottobre la Corte europea della giustizia ha imposto la sanzione di fronte al rifiuto di abolire la corte disciplinare polacca, che può essere usata "per esercitare il controllo politico sulle decisioni giudiziarie o per mettere pressione sui giudici in modo da influenzare le loro decisioni".

Il braccio di ferro tra Polonia e Ue

Mateusz Morawiecki, il primo ministro polacco del partito al governo Diritto e Giustizia, aveva dichiarato lo scorso agosto che il suo governo era disposto a smantellare il sistema, ma non era riuscito a farlo. Successivamente ha accusato l'Ue di "crescente espansione" sugli affari polacchi. In seguito ha detto in un'intervista al Financial Times che l'Ue stava puntando una "pistola alla testa" alla Polonia.

"Si tratta di un sacco di soldi e ogni giorno questi aumentano. Significa che alcune scuole, ospedali, case di cura perderanno entrate perché il governo non sarà capace di investire in nuovi progetti senza i fondi Ue" dice a Euronews Daniel Freund, eurodeputato dei Verdi.

I singoli beneficiari dei fondi europei (come allevatori o agricoltori) non dovrebbero perdere il denaro, in quanto il governo polacco resta obbligato nei loro confronti "ma con i soldi dell'erario polacco" assicura una fonte europea.

Per Freund il governo polacco non ha detto la verità ai suoi cittadini riguardo al costo di questa disputa con la Commissione e la Corte europea di giustizia. Inoltre sostiene che la Polonia sta mettendo in discussione la sua stessa adesione all'Unione: "Se non rispetti le leggi e non ricevi più i fondi europei, alcuni aspetti relativi all'adesione all'Ue cessano di esistere".

La situazione è degenerata quando la Corte costituzionale polacca ha affermato che il diritto europeo non prevale su quello polacco.