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Josep Borrell viaggia a Kiev, ma sulla crisi ucraina l'Europa continua a contare assai poco

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Di Stefan Grobe  & Alberto de Filippis
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L'esercito ucraino è in allerta, poiché la minaccia di una nuova invasione russa rimane acuta. Il capo della politica estera dell'UE Josep Borell è in visita sul fronte orientale, dove i separatisti sostenuti dalla Russia stanno affrontando le forze governative di Kiev.

A partire da lunedì, la visita di due giorni di Borrell in Ucraina è progettata per mostrare sostegno politico a Kiev.

Così Cyrille Bret dell'Istituto Delors a Parigi: "E' una crisi europea e la soluzione è europea. In questo quadro, sotto questo aspetto, è molto, molto importante che l'Alto rappresentante delle istituzioni europee abbia dedicato il primo viaggio dell'anno a Kiev e sia in prima linea".

La scorsa settimana, Borrell si è lamentato del fatto che l'UE non ha un posto al tavolo dei negoziati, quando gli Stati Uniti e la Russia avvieranno un altro round di colloqui ad alto livello per attenuare la crisi domenica prossima.

Ma né Washington né Mosca sembrano voler coinvolgere Bruxelles su questa questione.

Vladimir Putin vuole rassicurazioni sul fatto che la NATO non accetterà nuovi membri a est, specialmente non l'Ucraina. E se spera di ottenere tali assicurazioni, ha bisogno di Joe Biden.

Jacob Kirkegaard, German Marshall Fund: "Fondamentalmente, la mia aspettativa da questi negoziati è che falliranno, perché le premesse di questi negoziati così come stabilite dal governo russo, sono assolutamente inaccettabili e sostanzialmente equivalgono a un ultimatum".

Se i colloqui Biden-Putin dovessero davvero fallire, Washington vuole imporre dure sanzioni alla Russia e, per farle funzionare, avrebbe bisogno del pieno sostegno degli europei.

Ma su come affrontare al meglio la Russia, l'Europa è divisa.