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Famiglia nel bosco: bambini aggressivi e madre allontanata dal tribunale

Famiglia nel bosco
Famiglia nel bosco Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Stefania De Michele
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ordina il trasferimento dei bambini della “famiglia nel bosco” e l’allontanamento della madre Catherine Birmingham

Nel giorno in cui erano previste le perizie psicologiche sui tre figli della coppia anglo-australiana che viveva nel bosco di Palmoli (Chieti), il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha preso una decisione clamorosa e immediata: il trasferimento dei bambini in un’altra struttura e l’allontanamento della madre, Catherine Birmingham.

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Il provvedimento è contenuto in una nuova ordinanza, con cui il collegio, presieduto dalla giudice Cecilia Angrisano, ha rivalutato la situazione alla luce delle relazioni depositate dal servizio sociale, dalla casa-famiglia e dal servizio di Neuropsichiatria infantile, sottolineando la necessità di proseguire gli interventi educativi e sanitari e di favorire un inserimento graduale nel sistema scolastico pubblico.

Allontanamento dei minori: comportamenti aggressivi

La situazione nella casa-famiglia è rapidamente degenerata, con i bambini che hanno manifestato comportamenti aggressivi e distruttivi, rompendo oggetti e cercando in alcune occasioni di colpire le educatrici con bastoni ricavati da persiane danneggiate; un’operatrice ha riportato piccoli tagli a mano e sotto il mento.

Parallelamente, la madre ha ignorato le regole della comunità, portando i figli nel proprio alloggio per lunghi periodi e ostacolando la supervisione del personale, agendo in autonomia e contrariamente alle direttive, e invitando i bambini a non dare importanza alle osservazioni degli operatori.

Di fronte a questo quadro, il tribunale ha ritenuto impossibile proseguire la convivenza nella struttura, disponendo il trasferimento dei minori in un’altra comunità educativa e garantendo comunque incontri protetti e contatti a distanza con la madre, valutando un possibile incremento della frequentazione con il padre collaborativo.

Un percorso difficile

I bambini, già ospiti da quattro mesi in una struttura protetta nell’area di Vasto, erano attesi per una serie di test psicologici condotti dalla consulente tecnica d’ufficio, la psichiatra Simona Ceccoli. L’improvviso provvedimento di separazione dalla madre potrebbe ora avere ripercussioni sul proseguimento dell’attività peritale.

“C’è un’ordinanza di un tribunale che ha una sensibilità talmente alta che noi abbiamo apprezzato che, in pieno svolgimento della consulenza, ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre”, ha dichiarato l’avvocato Marco Femminella, legale della famiglia, confermando la decisione del tribunale.

Meloni: "Senza parole"

Nel dibattito è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un lungo post sui social si è detta “senza parole” per quanto emerso sul caso. Pur ricordando che il compito dei Tribunali per i Minorenni è quello di proteggere i bambini in situazioni di abuso, maltrattamento o abbandono, la premier ha messo in dubbio che un allontanamento prolungato dalla famiglia risponda davvero al loro interesse.

Secondo Meloni, lo Stato non dovrebbe sostituirsi ai genitori nelle scelte educative né imporre modelli di vita basati su criteri ideologici. “I figli non sono dello Stato: sono delle mamme e dei papà”, ha scritto, aggiungendo che uno Stato o una magistratura che pretendano di sostituirsi ai genitori “hanno dimenticato i propri limiti”.

La presidente del Consiglio ha inoltre richiamato le perizie indipendenti citate dal Garante, che avrebbero evidenziato uno stato di sofferenza nei minori, chiedendosi se le decisioni del tribunale stiano migliorando o peggiorando la loro condizione. Infine ha ricordato che il governo ha già varato un disegno di legge sulla tutela dei minori in affidamento, ora all’esame del Senato, con l’obiettivo di limitare l’arbitrarietà nelle decisioni e garantire che venga perseguito esclusivamente il superiore interesse dei bambini.

Reazioni delle istituzioni e delle autorità

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, ha espresso contrarietà al trasferimento dei bambini senza la madre, chiedendo la sospensione del provvedimento in attesa di “un ulteriore approfondimento medico indipendente sulle possibili conseguenze di questa separazione sulla salute dei minori”.

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha definito la decisione “intempestiva, inopportuna e sproporzionata” e ha espresso vicinanza ai genitori e ai bambini, auspicando una soluzione rapida e serena che restituisca stabilità e fiducia.

Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori e già Garante per l’infanzia della Calabria, ha sottolineato la gravità della vicenda: “In poco più di tre mesi i minori hanno subito due allontanamenti. Si tratta di passaggi che incidono sulla stabilità emotiva e affettiva di bambini che avrebbero bisogno di continuità e punti di riferimento certi. Proprio per queste ragioni, il secondo allontanamento e il trasferimento in un’altra struttura suscitano seria preoccupazione”.

Chiesta ispezione del ministero della Giustizia

La Lega ha commentato sui social: “Una famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza. Chiederemo ispezione urgente del ministero della Giustizia”.

In risposta, la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, ha accusato alcune forze politiche di strumentalizzare la vicenda “come arma di propaganda referendaria e per un attacco scomposto alla magistratura”.

L’Associazione Unitaria Psicologi Italiani (Aupi) ha invitato alla cautela nel giudizio pubblico: “Quando un minore viene allontanato dalla propria famiglia è naturale che si generino reazioni forti. Tuttavia è difficile avere un’idea completa di ciò che è accaduto in un procedimento così complesso. È importante concentrarsi su ciò che può accadere da ora in avanti, creando le condizioni perché i legami familiari possano essere ricostruiti nel tempo, nel pieno rispetto dell’interesse e del benessere dei minori”.

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