Europa. estate 2022 la più calda della storia. Lo rileva l'ultimo rapporto di Copernicus

Caldo record, estate 2022
Caldo record, estate 2022   -   Diritti d'autore  Diritti d'autore: AFP
Di Debora Gandini

L’ondata eccezionale di caldo anomalo della scorsa estate è per molti europei un ricordo poco gradevole. Anche perché l’afa è iniziata con largo anticipo a fine maggio. Secondo il rapporto sul clima pubblicato da Copernicus il 2022 passerà alla storia proprio per le alte temperature da incubo.

Secondo Mauro Facchini, Capo Unità del Defis, Osservazione della Terra della Commissione Europea - Direzione Generale Industria della Difesa e Spazio: "Lo scorso anno è stato il quinto anno più caldo a livello globale e il secondo anno più caldo per l'Europa. Il 2022 è stato anche un anno dai cambiamenti di clima estremi e dalle alte concentrazioni crescenti di gas serra. Ecco perché agire contro i cambiamenti climatici è urgente e estremamente importante."

La temperatura media della Terra nel 2022 è stata di 1,2 gradi superiore rispetto all'era preindustriale. Un caso non isolato. Secondo il rapporto, gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati in tutto il mondo.

Per quanto riguarda l'Europa, non tutti hanno sofferto l’afa allo stesso modo. A sudare e a subire i maggiori danni sono stati i paesi dell’Europa meridionale e occidentale, dove si è toccato il record. Un fattore che ha provocato siccità estreme e grandi incendi in Francia, Spagna e Italia, con vittime ed enormi perdite economiche e ambientali con tanto di incendi, vittime e danni all’agricoltura.

Anni di caldo record

Gli scienziati avvertono che per evitare di raggiungere il punto di non ritorno, il riscaldamento globale in questo secolo dovrebbe essere limitato a 1,5°C rispetto ai valori preindustriali. Prima del 2022, gli anni più caldi sono il 2016, il 2020, il 2019 e il 2017, secondo l'analisi del C3S, che osserva che queste misure possono differire da quelle di altri organismi internazionali. Le regioni che hanno registrato l'anno più caldo in assoluto includono gran parte dell'Europa occidentale, il Medio Oriente, l'Asia centrale, la Cina, la Corea del Sud, la Nuova Zelanda, l'Africa nordoccidentale e il Corno d'Africa.

Le concentrazioni di CO2 atmosferica sono aumentate di circa 2,1 parti per milione (ppm), un tasso simile a quello degli ultimi anni, mentre le concentrazioni di metano sono aumentate di circa 12 parti per miliardo (ppb), un tasso superiore alla media ma inferiore ai massimi storici degli ultimi due anni.

Buco dell'ozono si sta chiudendo

Un piccolo segnale di speranza arriva invece dal buco dell'ozono che, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, potrebbe presto non essere più un problema. Anzi si starebbe chiudendo grazie alle strategie messe in campo.

La perdita dello strato di ozono, che ha rischiato di esporre le persone ai dannosi raggi ultravioletti del sole, è sulla buona strada per essere completamente recuperata entro il 2040 in gran parte del mondo, mentre si ricreerà completamente entro il 2045 sull'Artico e entro il 2066 sull'Antartide. 

Dopo l'allarme negli anni '80, lo strato di ozono è migliorato costantemente sulla scia del protocollo di Montreal del 1989, un accordo internazionale che ha contribuito a eliminare il 99% delle sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono, come i clorofluorocarburi (CFC) che erano utilizzati come solventi e refrigeranti.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA