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Berlinale al via tra cinema e politica: star sul red carpet sotto la pioggia

Si è aperta la Berlinale: Berlino sarà la capitale del cinema per i prossimi dieci giorni.
Si è aperta la Berlinale: Berlino sarà la capitale del cinema per i prossimi dieci giorni. Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Franziska Müller & Sonja Issel
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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A Berlino si apre la 76esima Berlinale tra star internazionali, messaggi politici e il film inaugurale. Premi, concorso e anteprime animano il festival

Giovedì a Berlino il cielo era grigio e piovoso, ma a Potsdamer Platz una luce rossa e dorata ha immerso la capitale nell’atmosfera del festival. Star del cinema provenienti da tutto il mondo hanno partecipato al gala di apertura della 76esima Berlinale.

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Tra loro Sean Baker, Bella Ramsey, Neil Patrick Harris, Iris Berben, Daniel Brühl, Lars Eidinger, Karoline Herfurth, Frederick Lau e Matthias Schweighöfer.

Nonostante la pioggia, il red carpet è stato molto affollato. Numerosi fan hanno atteso sotto gli ombrelli per intravedere la propria star preferita e magari ottenere un autografo.

Politici e ospiti mostrano solidarietà

In teoria la serata avrebbe dovuto essere dedicata all’arte cinematografica, almeno secondo la giuria. Già durante la conferenza stampa del pomeriggio ne avevano definito il tono, dichiarando di non voler prendere posizioni politiche. “Restiamo fuori dalla politica”, ha detto il presidente della giuria Wim Wenders rispondendo a una domanda sul sostegno alla Palestina.

Sul tappeto rosso, tuttavia, è apparso evidente che politica e cinema non possono essere completamente separati.

La scrittrice e giornalista Düzen Tekkal ha dedicato la sua apparizione alla situazione in Iran. Insieme a Banafshe Hourmazdi, Jasmin Tabatabai e Pheline Roggan, ha mostrato cartelli con le scritte “Free Iran” e “Rojava in my Heart”.

Insieme a Banafshe Hourmazdi, Jasmin Tabatabei e Pheline Roggan, l'autore Düzen Tekkal richiama l'attenzione sulla situazione in Iran.
Insieme a Banafshe Hourmazdi, Jasmin Tabatabei e Pheline Roggan, l'autore Düzen Tekkal richiama l'attenzione sulla situazione in Iran. AP Photo

Anche l’esponente dei Verdi Karin Göring-Eckardt ha portato un messaggio: sulla mano aveva scritto “Il ricordo non è una violazione”, frase parte di una campagna ucraina legata ai Giochi olimpici di Milano-Cortina.

Altri ospiti hanno composto insieme una citazione di Hannah Arendt secondo cui nessuno ha il diritto di obbedire, prendendo posizione contro il fascismo e affermando la propria opposizione.

Gli ospiti hanno tenuto in mano una citazione di Hannah Arendt.
Gli ospiti hanno esposto una citazione di Hannah Arendt. AP Photo

Quest’anno i messaggi politici sono arrivati soprattutto dagli invitati al gala. I registi più noti sono rimasti per lo più riservati sul tappeto rosso, concentrandosi sulle apparizioni davanti alle telecamere.

In un’intervista a Euronews, l'attore tedesco Lars Eidinger ha dichiarato di essere venuto principalmente per i film, vera ragione della sua presenza. “Non mi interessa nient’altro”, ha affermato, sottolineando che eventi mondani e cene glamour non erano una priorità.

Quest’anno Eidinger tornerà sul grande schermo con “Die Blutgräfin” di Ulrike Ottinger ed Elfriede Jelinek, presentato in anteprima mondiale alla Berlinale. Per lui si tratta di un momento speciale, anche perché non ha ancora visto il film completo. “A volte si viene alla Berlinale per vedere i film a cui si è lavorato”, ha detto.

L'attore Matthias Schweighöfer, invece, attendeva soprattutto di rivedere colleghi e amici del settore. Il momento più bello, ha dichiarato, è “ritrovarsi tutti insieme: è semplicemente meraviglioso”. Questo entusiasmo è stato condiviso anche dai fan: insieme alla moglie Ruby O. Fee, è stato accolto da applausi particolarmente calorosi.

Film d’apertura “No Good Men”

In sala si respirava un’atmosfera tra serietà e leggerezza. Il film d’apertura, “No Good Men” della regista afghana Shahrbanoo Sadat, racconta la storia di una cineoperatrice che viaggia in Afghanistan poco prima del ritorno dei Talebani. Convinta che non esistano più uomini buoni nel Paese, inizia però a dubitarne grazie al reporter che la accompagna.

Una commedia dal forte contenuto politico, in linea con i contrasti emersi anche sul red carpet.

Concorso e premi

Dopo il red carpet è iniziato il gala con la prima cerimonia di premiazione: l’attrice premio Oscar Michelle Yeoh ha ricevuto l’Orso d’oro onorario per le sue interpretazioni.

Si tratta solo della prima di numerose premiazioni previste nei giorni successivi. Il concorso resta il cuore della Berlinale: quest’anno 22 film competono per l’Orso d’Oro. Tra i favoriti figurano “Rose”, “Dao” e “Josephine”.

Michelle Yeoh ha ricevuto l'Orso d'oro onorario nel giorno di apertura della Berlinale. Anche lei ha vinto l'Oscar.
Michelle Yeoh ha ricevuto l'Orso d'oro onorario nel giorno di apertura della Berlinale. È anche vincitrice di un Oscar. Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.

La giuria presieduta da Wim Wenders assegnerà il premio il 21 febbraio, insieme ad altri sette riconoscimenti - gli Orsi d’Argento - per risultati artistici particolari.

Accanto al concorso principale sono previsti numerosi altri premi, tra cui il Berlinale Documentary Film Prize, i Teddy Awards per il cinema queer, l’Heiner Carow Prize, il Guild Film Prize, il premio della giuria ecumenica, quello Fipresci, l’Amnesty International Film Prize, il Peace Film Prize e il premio dei lettori del Berliner Morgenpost.

I fan e il festival

Le premiazioni si svolgeranno durante l’ultimo fine settimana del festival. Il 22 febbraio sarà invece dedicato al pubblico, con la possibilità di rivedere molti film in programma.

Nei prossimi giorni sono previste numerose anteprime mondiali, tra cui titoli in concorso come “Rosebush Pruning” con Pamela Anderson e “The Moment” di Charli XCX. Le proiezioni si terranno nelle sale cinematografiche di tutta la città, accompagnate da nuovi red carpet.

Il gala di Potsdamer Platz è stato solo l’inizio.

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